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Il vecchio e il mare
di Mario Prestianni
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03.09.2009
Trentacinque anni ....e non è cambiato niente
Trentacinque anni …..e non è cambiato niente. Straordinario, veramente. Dopo cosi tanto tempo, sembra quasi il tempo si sia fermato a quel lontano 1974, quando per la prima volta presi il treno per varcare lo stretto alla ricerca di un futuro Migliore, stesse condizioni, stessi disagi, stessa disponibilità nelle persone, di aiutare il prossimo con tanti bagagli a trovare una soluzione ottimale sia per i bagagli, che per loro stessi. La prima tappa del viaggio, fino a Roma, è proprio da dimenticare, in quanto si era in assenza totale di aria condizionata, treno sporco e assai affollato, ad un certo punto stanchezza inclusa ti addormenti ,e non ci pensi più ai disagi. Arrivati a Roma il cambio del treno è stato vantaggioso per due motivi più pulito, aria condizionata quasi funzionante. Straordinario è stato l’incontro con due splendidi ragazzi napoletani, Stella e Domenico che con loro semplicità e simpatia ci hanno accompagnati nel viaggio fino a Milano. Loro salivano per andare a San Siro per vedere il derby, milanisti sfegatati tanto da affrontare un viaggio cosi precario per seguire la squadra del cuore, questo si che si può chiamare amore. Una cosa che mi ha colpito molto è stata la gioia che affiorava da questi due volti felici per l’occasione della trasferta ma entusiasti per il loro modo di raccontarci la vita, il loro rapporto con la nonna, molto legato, quanto lo era per i loro genitori, abbiamo parlato di ricette, e quà devo dire, come avevo promesso a Stella che l’avrei scritto, ho imparato una nuova e bellissima ricetta, che più che bellissima sarà buonissima e si chiama : “ Immelanzani a pullastrell” . Si affetta la melanzana e si frigge, poi si mette in mezzo prosciutto, provola affumicata e salame, si avvolge con un filo e poi si fanno gratinare in forno e……. buon….appetito… Come un viaggio cominciato in modo da dimenticare, si fa ricordare grazie a due giovani che nonostante tutto riescono ancora a sorridere e dare gioia a chi gli sta vicino… grazie Stella,…. grazie Domenico,…. Ha !!! dimenticavo, una cosa è cambiata, tutti avevamo il cellulare. Ciao a tutti e buona riflessione, e importante nella vita sapere trovare anche nelle cose negative, cose piccole che ti lasciano il segno ,e che non scordi più perché ti hanno regalato briciole di felicità, sta sempre a noi saperle assaporare ciao a tutti “Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 22:18 [ ] |
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02.08.2009
Solo crescendo impari
SOLO CRESCENDO IMPARI . . . . . . E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose . Non e' quella che si insegue a vent'anni , quando , come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi . . . La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente , non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari . . . , la felicità non e' quella di grattacieli da scalare , di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova . Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose, e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità , che bastano le note di una canzone , le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore , che bastano gli aromi di una cucina , la poesia dei pittori della felicità , che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve . E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi , di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore , che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi , e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto , che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno , e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri . E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate , di piccole scintille allo stomaco , di presenze vicine anche se lontane , e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore , e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi , sfornellare in cucina , leggere una poesia ,scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami . E impari che sentire una voce al telefono ricevere un messaggio inaspettato , sono piccolo attimi felici . E impari ad avere , nel cassetto e nel cuore , sogni piccoli ma preziosi E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità . E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami . E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri , che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia . E impari che nonostante le tue difese , nonostante il tuo volere o il tuo destino , in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo - grande Jonathan Livingston . E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. E soprattutto quando hai capito.che la felicità non la trovi solo fuori di te ma puoi farla radicare dentro di te, per poterla vivere gioendo solamente donando gioia e conforto anche a chi non te lo chiede. Buona riflessione a tutti, un sacco di bene. “Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 21:38 [ ] |
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04.07.2009
Parole dettate dal cuore
Parole dettate dal cuore Non ti auguro un dono qualsiasi ti auguro quello che i più non hanno. Ti auguro tempo per divertirti e per ridere Ti auguro tempo per il futuro e per il tuo fare e per il tuo pensare. Ti auguro tempo per non affrettarti e correre ma tempo per essere felice Ti auguro tempo non solo per trascorrerlo Ti auguro tempo perché te ne resti Tempo per stupirti e tempo per fidarti e non solo per guardare l’orologio. Ti auguro tempo per toccare le stelle per sperare sempre e per amare Ti auguro tempo per vivere ogni tuo giorno ed ogni ora come un dono. Ti auguro di avere tempo …tempo per la vite. È questo il mio buon giorno, un bacio a te cara amica mia. L’AMICIZIA è uno dei sentimenti più belli da vivere perché da ricchezza, emozioni e complicità e perché è assolutamente gratuita…Ci si sceglie, si costruisce una sorta di identità. Si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti centinaia di km. Quando l’amicizia ti attraversa il cuore lascia un’emozione che non se ne va non so dirti come, ma succede solo quando due persone fanno insieme un volo che ci porta in alto, oltre l’altra gente,come fare un salto nell’immensità e non c’è mai distanza se tu sei già con me. Per un amico o amica che sia Potessi fermare il tempo lo farei affinché i momenti più belli siano gioia sempre viva Potessi prendere un arcobaleno dividerei la sua bellezza nei giorni malinconici Potessi costruire una montagna te la donerei lì magari possiamo condividere i sorrisi e le lacrime della vita Potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare in attesa che si sciolgano come il sale Tutto ciò però è impossibile per me Non posso fermare il tempo, costruire una montagna prendere l’arcobaleno luminoso. Lasciami essere ciò che so essere un semplice amico. E sicuramente conoscete il detto chi trova un amico trova un tesoro ,ti puoi considerare ricca perchè un vero amico adesso c’è l’hai anche tu ciao a tutti “Il Vecchio”……..rimbambito ……..,dice sicura mia moglie che mi siede accanto intanto che sto scivendo questo post
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"Il Vecchio"
ore 22:04 [ ] |
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18.05.2009
Saggio consiglio
Voglio comunicare a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscermi di passare giornate serene, ore serene, per non dire attimi sereni . Constatato il momento di quanti ancora senza lavoro, di quanti con problemi familiari ,di quanti rimasti magari con un lavoro,… ma soli dentro , soli nel cuore, soli nella mente, e che magari sostengono di essere finalmente liberi da condizioni, liberi da oppressioni, liberi da frustrazioni, ma profondamente soli. Soli è come vivere nel buio,lasciate uno spiraglio per fare entrare un po’ di luce, che sarà quella stessa luce che vi darà la possibilità di rientrare nel giro della normalità che a mio avviso e ancora una grande cosa . Ciao a tutti e buona riflessione ciao …ciao… “Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 12:58 [ ] |
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12.04.2009
A tutti...
Solo coloro che passeranno a leggere, saranno gratificati in prima persona per gli auguri sinceri che faccio in questa occasione Pasquale,anche se sento e avverto che questo mondo virtuale non è che tale e quale al mondo che vivo giorno dopo giorno ora dopo ora ma sopra tutto mi sono talmente abituato a sentire il mio respiro che a volte adesso provo anche i due minuti di apnea per arrivare nella profondità dell'anima e sentire cosa cambia intorno a me stesso e dentro di me ,mi accorgo che sono sempre gl'altri. un consiglio voglio darvi in questo giorno particolare ,di festa ,anche se la festa quest'anno e stata meno sentita per via del terremoto e con notizie angoscianti a tutte le ore dicevo del cosiglio è cercate di capire chi veramente vi vuole bene ,è fondamentale ,guardate da che parte arrivano le giuste proposte i giusti consigli ,imparate a essere più riflessivi ,a volte chi vi consiglia vi conosce anche poco e per questo non viene preso in considerazione ,o viene del tutto snobbato ,sembra quasi vorrebbe rubarvi qualcosa ,si è vero vuole strapparvi un sorriso ,vuole regalarvi la serenita vuole rimettere in moto ,e non frenare la vostra corsa verso la tranquillità e la normalita nel perseguire i vostri sogni .Se trovare un amico anche se pure virtuale ,visto che a mio avviso cambia poco non perdete l'occasione ,sappiate valutare e se serve contate fino a dieci prima di prendere decisioni che possono chiaramente farvi male . Ciao a tutti e buona riflessione "Il Vecchio" fatelo sapere a tutti ciao ....ciao....
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"Il Vecchio"
ore 12:06 [ ] |
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26.03.2009
Piccola storiella; Grande la morale
Piccola storiella ; Grande la morale
Leggendo quà e là mi ero imbattuto in questa piccola storiella, che oggi vi Piccola propongo. Io lo trovata bellissima, spero che anche a voi piaccia . Buona lettura. Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa. La vecchia sorrise: “Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono le crepe e i difetti che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è, e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Posso solo aggiungere che arrivati ad essere consapevoli delle proprie capacità quelli che sembravano apparire difetti possono diventare pregi, e ti forgiano un carattere quasi inimitabile a voi la possibilità di provarci per credere, intanto buona riflessione ciao a tutti “ Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 21:10 [ ] |
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22.02.2009
OK!!!... Parliamone
E’ diventata attualità ….purtroppo… OK!! parliamone. E’ semplicemente aberrante quello che sentiamo tutti i giorni al telegiornale , e adesso sembra quasi diventato una moda, o sempre più una mania lo stupro. Secondo il mio modesto parere anche questa situazione e legata alla cultura e alla civilizzazione se cosi si può dire. Motivo sicuramente valido è anche il rapporto interpersonale, e familiare che oggi viviamo, è questa consapevolezza di libertà acquisita che è sbagliata, libertà non è solo posso fare ciò che si pensa, la vera libertà, è quando si riesce ad avere il pieno controllo della propria mente, possiamo anche dire che sia proprio il raggiungimento di una meta, dove il seguito e solo un piacere viverlo senza condizioni di passioni, vizi ,e mode. Non era questo il mondo che sognavo vivere da grande, quello per cui ho lottato e costruito nel mio piccolo( Grande ) intorno mi soddisfa e mi appaga,e guardare oltre che mi spaventa e mi fa sempre più paura. Ma io non demordo, non ho ancora finito con i figli e ho già iniziato con i nipoti la mia missione per far cambiare un pezzo di mondo che con la voglia e la passione di altri potrebbe veramente prendere un’altra svolta, un buon inizio è crederci, essere positivi nonostante tutto. Ciao a tutti e buona riflessione. Proprio oggi ho letto una mail che un’amica virtuale mi ha mandato,e secondo me sono questi i messaggi che devono circolare, e non le notizie che il TG ci fa assorbire dipingendo e pubblicizzando il male, mi da l’impressione come quelle poche gocce ci colore che l’imbianchino usa per trasformare la bianca e candida pittura in colorata, a sua discrezione se colori cupi ,o dei colori che ti danno la gioia di vivere. Ecco perché propongo di incollare in calce ai nostri post questo messaggio , e sono sicuro che nel giro di pochi giorni potrebbe girare il mondo, come sono certo che pochi pittori di quelli giusti potrebbero dare il giusto colore a questo mondo offuscato e cupo “Il Vecchio” Ciao a tutti e buona riflessione. -------Messaggio originale------- “Il Vecchio” propone Data: 20/02/2009 9.25.53Oggetto: riflessioni
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare. Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada. Alfred Souza dice:" Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un'affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita". Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici ma la felicità è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno. Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg., di prendere 5 kg., di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità e le gioie della vita non sono delle mete ma il viaggio. Un pensiero per oggi: Lavorate come se non aveste bisogno di soldi; Amate! Come se non doveste soffrire; Ballate, come se nessuno vi guardasse. Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande: Nomina le 5 persone più ricche del mondo. Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo. Nomina 10 vincitori del Premio Nobel. Nomina gli ultimi 5 vincitori del Premio Oscar come miglior attore o attrice. Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano! I vincitori si dimenticano! Adesso rispondi a queste altre: Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione. Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili
Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale. Nomina 5 persone con cui passi il tempo. Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi
. Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta! Tu, in che lista sei? Non lo sai?....Permettimi di darti un aiuto. Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio. Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, ma non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e guardarono indietro. ciascuno di loro. Una ragazza con la Sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: Adesso stai meglio? Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché? Perché dentro di noi sappiamo che: la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere,anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa.
Se invii questa e-mail, magari riusciamo a cambiare il nostro cuore e quello di qualcun altro. Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela.
Allora, cosa fai, invii o cancelli? No!!…copia e incolla se non sono solo io il tuo amico,aiutami con altri tuoi amici a colorare questo mondo con i giusti colori quelli dell'amore, so con certezza che lo farai . Ciao a tutti e buona riflessione
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"Il Vecchio"
ore 21:44 [ ] |
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14.01.2009
Puro il gesto,come la neve che ci ha sommerso
Puro il gesto, come la neve che ci ha sommerso. E’ successo ieri ma voglio lo stesso raccontarvelo, non voglio assolutamente che danzi solo nella mia mente. Mi stavo recando al lavoro quando ad un tratto a distrarmi dalla guida fu il gesto faticoso di un’anziana signora, che a fatica si piegava con in mano una paletta di plastica, per capirci, quella che tutti usiamo per la spazzatura, a raschiare la neve gelata non più candida e leggera di come era scesa giù regalandoci una dolce sensazione, ma era la neve ghiacciata spostata dallo spazzaneve, che aveva chiusa la sua macchina, bloccandola nel parcheggio del supermercato. Pensando alla scena che avevo visto, se nessuno l’avrebbe aiutata, sarebbe andata a piedi, perché sicuramente non poteva farcela, non esitai più di tanto, e alla prima traversa girai per fare il giro dell’isolato, e parcheggiando in modo, molto precario visto sempre la difficoltà che la strada innevata implicava, scesi dalla macchina, presi il badile che mi era servito in mattinata prima a casa e poi da Sabrina presso l’asilo per creare il vialetto che dal cancello d’ingresso porta all’ingresso della struttura, e quindi con quattro badilate liberai la macchina dalla neve, non più candida e soffice, ma un misto ghiaccio incatramato dalle polvere sottili che tanto respiriamo. Con voce soddisfatta, mi rivolsi all’anziana signora dicendo: “Buona giornata, lei è a posto”, notai sul suo viso come una luce di appagata gratificazione, e con un gesto di volermi ricompensare con mano la borsa mi disse: “Aspetti un momento, lei è stato cosi gentile, non so proprio come avrei fatto se non si fosse fermato”, Scossi il capo in modo continuo, proprio per dirle assolutamente no!!...no!!… non se ne parla nemmeno, lei mi ha già pagato con il sorriso sul suo volto pieno di gratitudine, buona giornata ancora, e mi diressi verso la macchina stavo per entrare in macchina, e una vocina, lenta e affannata ma indispettita mi disse: “Ma le sembra questo il modo di parcheggiare ?” ha ragione signora le chiedo scusa, volevo quasi giustificarmi, ma l’Anziana signora che già stava entrando in macchina per andare via mi disse: “ Non ci dia retta sa… tanto il bene fatto, non e mai ripagato abbastanza su questa terra”. Ebbi modo di pensare la mia cara mamma che sempre mi diceva : “Fai sempre bene ,e scordatelo, ma se fai male pensaci”, e scusandomi ancora con la signora che avevo infastidito per il mio parcheggio approssimativo ,salii in macchina e mi allontanai .
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"Il Vecchio"
ore 19:39 [ ] |
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04.01.2009
mai più pensavo di spiegare perche sono solare
Mai più avrei mai pensato, dovere giustificare il piacere e la gioia che un sentimento forte di amicizia mi regala, ma visto che sono stato aggredito per questo lo farò, non per giustificare ma per chiarire il mio comportamento apparentemente scorretto, ma limpido e sincero nel mio cuore, questo perdonatemi solo io posso sapere fino a che punto il mio linguaggio colorito e sdolcinato fosse usato per dare gioia e rendere la relazione piacevole al punto da sentirne la mancanza. Per motivi che tutti ormai conoscete, ma per chi non l’avesse fatto di andare nei primi post che ho scritto, io ve li ripropongo 07.10.2007 E' giunta l'oraE’ arrivata anche per me l’ora di cominciare a scrivere anche se, in verità, in passato ho già scritto, ma non su un blog . Scrivere non lo sento come un semplice piacere, ma come un bisogno, quasi una necessità . Ho sempre consigliato ai figli e ai nipoti di scrivere sempre e in ogni caso: scrivere lodi o semplici emozioni, o scrivere per scaricare tensioni accumulate. Se un domani proveranno anche loro le mie stesse emozioni, o si troveranno nella stessa situazione, saranno avvantaggiati almeno per due motivi: (1) avranno meno da scrivere e (2) saranno sicuramente allenati.Io, che scrivo di rado, uso la penna come se fosse un attrezzo di lavoro (di quelli che uso ogni giorno); di tanto in tanto mi devo fermare, non per pensare cosa scrivere, ma per fare riposare la mano.Ciao a tutti, Mario. PRESTATEMI attenzione!Avrò tante cose da raccontarvi e dalle quali prendere spunto per delle riflessioni.Qualcuno sentirà la mia voce?……..Qualcuno leggerà ciò che scrivo?……….A me fa bene scrivere a voi potrebbe far bene leggere.In ogni caso, dopo questa mia prima, già sento di stare meglio. 14.10.2007 A chi leggeA chi legge. Lo spirito con il quale io tratterò gli argomenti, sarà di estrema libertà e sincerità. Argomentando con il frutto di esperienze vissute, inquinerò le menti di chi mi legge. Contrariamente all’inquinamento che tutti voi già conoscete, quello che deturpa, che rovina, che avvelena; quello che uccide, io vi salverò la vita. Ancor di più……….. avrete voglia di viverla. La riproposizione di questi primi due post, è proprio per dimostrarvi che io sarei stato capace di cambiarvi la vita nel senso di mettervi di fronte a situazioni, che osservate da angolazione differente o solo limitandosi a fare delle semplici riflessioni avrei regalato a voi e avrei guadagnato io stesso sensazioni dolci e piacevoli perché conosco l’amore, che di per se è un sentimento astratto, ma se non con semplici parole, ma attraverso comportamenti, oppure semplici gesti, trovi piacere, ti si gonfia il cuore tu stai donando amore, a prescindere di chi ti sta di fronte. Io penso che amare non fa mai male lo ripeto per chi si distrae facilmente e non legge bene fra le righe dispensare sorrisi non costa nulla ma il ritorno degli stessi ti riempie il cuore di gioia, ti cambia l’umore, e a volte a pure il potere di aggiustarti le giornate no, e fino a questo punto non hai ancora tradito nessuno, io tradirei me stesso se non lo facessi.Fino a questo punto a parlato Mario, adesso parla “IL vecchio”che per rispondere a Marco e sempre la stessa persona, e siccome non si finisce mai di conoscere una persona, non bisognerebbe fare mai affermazioni che potrebbero essere smentite . E’ vero che quando eri piccolo ti ho sempre portato con me, preso in braccio, ma adesso che sei cresciuto e che non siamo insieme, quando siamo in mezzo alla gente come puoi tu affermare come io saluto gli amici che incontro, lo faccio sempre con abbraccio e bacio,quando e tanto che non ci vediamo e se è un contatto frequente oltre al ciao segue la pacca sulle spalle anzi due, al tempo di: “allora … come va?…..” Volevo Allegare, alcune mail che Marco giudica troppo impegnative ma ho preferito di no, vi dico solo che dovevo tenere caldo un cuore che si stava congelando pur essendo vicina al marito e hai figli in cambio vi propongo questa che non è niente male l’amore nella sua più interezza che niente e nessuno potrà mai scalfire. Come tutti dovrebbero sapere amare Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei'? L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei" Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai: 'Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita". Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno.Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l'ho appena fatto
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come DANZARE NELLA PIOGGIA!
Consiglio:”Sii sempre piú gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.” E questa persona potrebbe essere più vicina di quanto pensi. E’ più che certo che ricevere una mail cosi personale e carica di dolcezza non può che fare piacere ,ma in questo caso specifico era una scossa forte che dovevo dare ,e quinti ho mirato dritto al cuore ,come se dovessi conquistarla ,dovevo dimostrare che se in una copia il rapporto non funziona come noi vorremmo ,bisogna capire cosa ci manca veramente e fare in modo assoluto per arrivare ad avere queste mancanze ,un cuore che si raffredda e come un atleta che non si allena ,non può gareggiare , al contrario un cuore allenato ad amare,a dare gioia, capace di far trovare la serenità,e la voglia di riprovarci, a questa capacità di sapere amare e dispensarlo senza timore di essere graffiato da lasciarsi andare . E’ tutto, buona riflessione a tutti ,e auguri di un sereno anno che possiate trascorrerlo con la voglia vera di viverlo, vi abbraccio tutti . “Il Vecchio” Ah!! Dimenticavo di dirvi che io in quel vecchio mi ci riconosco
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"Il Vecchio"
ore 12:31 [ ] |
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31.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 6 di Marco Prestianni
Lo svago diventa mania. Dovete sapere che, mentre voi andate a destra e a sinistra e esordite spesso con “ho avuto poco tempo per rispondere, per aggiornare il blog” etc, la vita qui procede tra lavoro e computer, pur essendoci dei nipotini che crescono e una moglie che guarda la televisione per conto suo. È questo eccesso (nei modi d’esprimersi, nel tempo di fronte al pc, nella mancanza di rispetto) il comportamento scorretto. Passiamo alle vere fonti che mi portano all’invettiva, giusto per farvi un’idea più vicina alla mia. Non citerò i nomi dei destinatari, solo le vivide parole de “ilVecchio”. Aggiungo, come ultima cosa, che alcune delle persone conosciute su internet (due che io sappia) intrattengono con lui anche conversazioni telefoniche. Fin qui nulla di male, se non fosse che tali telefonate vengono tenute all’oscuro, svolte lontano da casa, e i numeri di telefono sono memorizzati sotto falsi nomi. Eccessivo? Se si è alla ricerca di amicizia (cosa legittima), non c’è motivo di nasconderle. Questo comportamento deriva, a mio giudizio, dalla sua volontà di usare un certo linguaggio di cui è consapevole della pericolosità, tanto da occultarlo. Ho deciso solo ora di non pubblicare il testo degli sms e delle mail, sarebbe troppo (per chi voglia capirci di più e darmi un giudizio avvalorato dalle fonti, sarò molto contento di inviarle per e-mail). Tutto questo, comunque, per dire che è solo una questione di stile. Se si è in buona fede e il piacere sta solo nel dialogare con altri, nello scambiarsi opinioni etc, non è necessario un linguaggio che sconfina dal campo dell’amicizia. Specie se si è coscienti che può dar fastidio. Non ho mai dubitato della buona fede di mio padre. Il mio intervento è dovuto a quel modo d’essere che lo porta a fare finta di non vedere gli errori anche alla luce di discussioni e dati oggettivi. Qui la voce narrante si eclissa e dà spazio alla vostra. A tutti, Buon Anno.
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"Il Vecchio"
ore 09:08 [ ] |
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30.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 5 di Marco Prestianni
Come vi comportereste voi se il vostro compagno vi chiedesse di non scrivere certe cose, o di scriverle in altro modo, con altri termini perché, colpa della cattiva gelosia, feriscono? Vi appellereste, come lui, al principio di libertà, oppure cerchereste di assecondare la compagna di vita e raggiungere un compromesso come, ad esempio, “scrivo comunque che ho molto piacere nel sentirla/i, ammettendo anche espressioni di dolcezza, ma evitando il continuo fraseggio da poeta stilnovista?” Qui si staglia una delle mie critiche più forti, per la quale farò uso delle stesse fonti oggetto del mio sdegno. Ammesso che una persona può provare sincero affetto per altre conosciute su internet, è fondamentale il tono che si intende usare nella comunicazione. Se chi scrive prova un sentimento – di amicizia – e usa un linguaggio che non è quello dell’amicizia, ma superiore, chi legge cosa capisce? Nei commenti si è ormai limitato al già citato “Dolce cara amica mia” et similia, ma nelle mail (e qui sconto qualsiasi pena che vorrete infliggermi per la mia violazione alla riservatezza) è andato ben oltre; cose che, a una lettura d’insieme, non ti possono fare credere ad una semplice amicizia. Nonostante questo, io credo ancora nella buona fede di mio padre, ma quando gli dico di evitare di usare un certo linguaggio che può essere frainteso dal destinatario – non essendo questo nella sua testa – lui si oppone, evita di parlarne e continua per la sua strada. Vorrei che voi diate il vostro giudizio a lui, per fargli capire che forse non ha sempre ragione come crede di avere. Immaginate poi (altra critica) un uomo che lavoro, che torna a casa e si piazza davanti al computer, prima e dopo cena (dopo pranzo e anche la mattina, prima di andare a lavoro), tanto che la moglie è costretta a stargli accanto al pc pur di non restare in soggiorno da sola a guardare la tv, come pure spesso accade. Immaginate questa scena: non vi sembrano ipocrisie, alla luce di questo, i vari discorsi sulla famiglia? Non vi sembra eccessivamente presente davanti al computer? Si arriva al punto che mia madre, stanca, toglie la presa del pc (e sono i giorni in cui non vedete nessuna mail nella vostra casella e nessun commento nei vostri blog). Purtroppo, in questo modo, si macchia anche lei di una colpa, che è quella di impedirgli totalmente di usare questo mezzo. Ma è una colpa indotta, che va capita. Finché mio padre non mitiga il suo approcciarsi al computer, inevitabilmente si avranno di queste colpe, con annesse liti in famiglia, che, quando “ilVecchio” non esisteva, non c’erano. Ma Mario è convinto di non fare nulla di male (e io gli credo) e continua imperterrito, commentando, scrivendo, per tutte le ore libere che ha a disposizione (spina del pc permettendo). Lui guarda lontano, come dice, ma è cieco nel proprio intorno.
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"Il Vecchio"
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29.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 4 di Marco Prestianni
Dicevo, Mario usa il pc, si diverte, sente per radio che tutti hanno un blog e decide di farne uno. Nasce l’idea di avere un blog, mi chiede notizie che do. La gestazione dura poco tempo: “ilVecchio” viene partorito con me come ostetrico. I primi post vengono dal sottoscritto corretti. Sono tutto sommato contento di vederlo intraprendere un’avventura nuova. Gli dico di non essere eccessivamente confidente perché il sistema dei blog non dico che venga usato per nascondersi dietro ad un’altra identità (questo è più un problema da chat), ma, se notate, in un blog, il suo genitore non si descrive – e non può neanche farlo – per quello che è, cioè per le miriadi sfaccettature della propria personalità. C’è chi si mostra solare, chi sempre triste, chi indurito dalla vita, chi il babbo di turno. Questo non è mentire, ma è mostrare un unico lato, seppur vero, del proprio carattere. Non è sbagliato, ma non si può pretendere di conoscere per intero una persona attraverso quello che scrive sul suo blog. Mio padre non è d’accordo in ciò. Pensa, invece, di poter giudicare la persona da quello che scrive – dall’eleganza verbale e dai temi trattati – non curante del fatto che altri aspetti, scopribili solamente da un contatto diretto nella vita reale, vengono celati. E da quelle parole si affeziona. Ma Mario non è “ilVecchio” il quale, invece, è solo un personaggio. “ilVecchio” rispecchia Mario nei contenuti del suo pensiero, negli eventi di vita, nei dati anagrafici, ma si distacca da Mario, ad esempio, nel linguaggio adoperato. Questo perché, a detta di Mario/ilVecchio, è necessario usare una terminologia diversa, quindi falsata*, da quella adoperata tutti i giorni e far uso di espressioni che mai, nemmeno con amici intimi, sono state impiegate. Per cui, ad esempio, non crediate che Mario sia quell’uomo che bacia e abbraccia e che a tutti dica “dolce cara amica mia”. Questo è “ilVecchio”, il quale fa cosi, non con cattive intenzioni, ma perché pensa di non essere compreso e accettato come amico se non si getta in smancerie di tal fatta. Ditegli che un sentimento si può esternare anche senza usare parole dolci e che un’amicizia va oltre al dato letterale e si è più bravi più si riesce a convincere una persona del proprio affetto senza ricorrere a vocaboli banali e scontati, perché, se Shakespeare insegna: “il più squisito miele diventa stucchevole per la sua stessa dolcezza e basta assaggiarlo per levarsene la voglia”. Attacco questo modo di essere, non solo perché mi sembra povero, ma perché da fastidio a chi gli sta intorno, in primis mia madre. Ne parlerò di seguito. *uso “falsata” e non “falsa” per la sottile differenza di significato che li distingue (o, forse, che io credo di attribuirgli). Falso non corrisponde al vero, è il contrario del vero. Falsato è termine che si riferisce all’immagine del vero. “IlVecchio” è un’immagine che non corrisponde appieno al vero (cioè a Mario); è un’immagine “falsata” di Mario perché non lo descrive in tutto ciò che lui è.
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"Il Vecchio"
ore 00:43 [ ] |
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28.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 3 di Marco Prestianni
Continuiamo la narrazione: Mario apprende l’uso del pc, fa i primi commenti (in un italiano violentato) e prova piacere. Sia chiaro che non attacco chi non sa scrivere, ma chi non si sforza di migliorarsi, come mio padre. Più volte gli si dice di controllare ciò che scrive, più volte gli ho insegnato l’uso della punteggiatura, più volte ho corretto di persona, più volte, ancora, l’ho invitato a scrivere frasi brevi e comprensibili. La risposta: “è importante ciò che scrivo, non come lo scrivo”, senza accorgersi che la gente capisce un quarto di quello che viene detto e che il messaggio (banale o no che potrebbe essere) non è poi cosi chiaro. Ancora, se non le amo, accetto le “k” sul cellulare perché nascono da questioni funzionali (ahimè, i 160 caratteri). Ma qui in cui il tempo per scrivere c’è, e anche lo spazio è illimitato, un attimino di sforzo si può anche fare. Si, condanno la pigrizia. Non tutti devono scrivere bene (non mi metto tra questi – tra di voi c’è chi ha una forma sublime –, ma almeno mi impegno). Se mio padre si impegnasse, anziché vomitare frasi su frasi sconnesse per il piacere che gli da, lo preferirei. Ma questa parentesi sulla grammatica è una sciocchezza. Non scrivo certo per queste cose. Ci arrivo con calma.
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"Il Vecchio"
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27.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 2 di Marco Prestianni
“ilVecchio” non era nemmeno in programma un anno fa, all’incirca. Fino a quel momento il computer era quasi uno sconosciuto per Mario; l’uso di internet e delle sue risorse (indipendentemente dall’utilità di queste e da giudizi di valore che possono essere condotti) è stato fondamentale per fargli avere più confidenza con il pc. Sono stato io a introdurlo alla conoscenza del web, di un motore di ricerca, di un’enciclopedia come wikipedia, di altri siti e blog che reputo interessanti. Questo per fargli venire degli interessi che fossero un minimo diversi rispetto alla puntata settimanale di “C’è posta per te”. Ammetto che mi sarebbe piaciuto che nascessero in lui le mie stesse passioni, cosi da avere qualche argomento in più di conversazione, ma, costatato che ciò non è possibile, per indoli evidentemente diverse, non sono stato ad insistere troppo. Ero pago già del fatto che si sapesse arrangiare in una ricerca su Google. Ho sempre sperato, tuttavia, che in lui nascesse un minimo di spirito critico, di ricerca e di conoscenza. È triste, a mio parere, un uomo che si ferma a ciò che è e ciò che sa, senza migliorarsi credendosi già “Il migliore”. La sua obiezione consiste nel dire che sono le cose semplici le cose importanti della vita. D’accordissimo! Peccato che lui confonda la semplicità con la banalità. Se dico che “L’amore è un sentimento bellissimo” e che “il sorriso di un bambino dà gioia” chi mai oserebbe contraddire simili affermazioni? Non a caso i post de “ilVecchio” (che nascerà) sono sempre costellati da commenti positivi perché altro non si può fare. Semplice è l’argomento, banale la trattazione di questo. È un atteggiamento passivo e pigro quello di dire che le cose semplici sono le migliori, se non si indaga sulle cose complicate. Banale deve essere lo stadio da cui inizia una riflessione, non la fine. Cito Whitman: Quando iniziai i miei studi mi piacquero molto i primi passi, la semplice realtà della coscienza, le forme, la facoltà del moto, il piccolo insetto o l’animale, i sensi, la vista, l’amore; i primi passi, dico, mi sgomentarono e mi piacquero tanto che a stento ho proseguito, a stento ho voluto andare oltre, e sempre mi fermo e mi attardo a cantarli in estatici canti. Cosa vuol dire? Certo, è poesia, io la interpreto in un modo, voi come volete. Per me non è un elogio alla pigrizia, ma al sapere. Nemmeno è il consiglio “fermati all’abc”; lui, Whitman, d’altronde, a stento, ma ha proseguito; si ferma e canta, rende in poesia, che è uno stadio più evoluto del semplice parlare. La digressione, se volete inutile, vuole dirvi che continuare su questo blog e su altri a parlare, ma sempre e solo delle basi, senza approfondire, senza dire cose che possono essere contraddette, cose che possono essere appoggiate od osteggiare, e soffermarsi, invece, alla base, senza voler nemmeno sapere cosa si nasconde al vertice per amarlo od odiarlo, preferirlo o preferire il grosso blocco delle cose semplici su cui poggia tutto, è triste. Dire banalità è facile: “Chi uccide è cattivo”, ditemi quanto sono bravo? Pigrizia si nasconde dietro a persone come mio padre, che pure, senza fatica, hanno trovato realmente le cose vere e importanti. Un altro esempio sta nei celebri – chi di noi non l’ha detto? -, guardando un quadro di Picasso: “disegno meglio io”, “un bambino è uguale”, “questa è arte? E Michelangelo?” ed altre amenità del genere. Io dico che Picasso sapeva disegnare e che la sua è una scelta e va capita in funzione di tante cose. Si è spinto oltre per poi disegnare come un bambino (lo stesso kandjvski). Ma non è questo il momento di parlare d’altro. Continuate – voi e mio padre – ad usare questo mezzo anche come svago; dopo una giornata di lavoro, ci sta anche. Raccontate la vostra storia e cercate amicizie, ma sappiatevi regolare (comunque, per alcuni, il vecchio diario con lucchetto non vi dice niente? Sembra diventato fondamentale il commento di qualcun altro alla propria vita privata). Riguardo a questi ultimi punti ho altre contestazioni da fare a “ilVecchio”, che verranno più avanti descritte.
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"Il Vecchio"
ore 16:51 [ ] |
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26.12.2008
Quando la “Lettera al padre” non basta – parte 1 di Marco Prestianni
Scritto di più di un mese fa, ora pubblico. Dopo l’ennesima lite con mio padre, siamo giunti a questo accordo. Poiché la discussione verte sempre sul fatto che le sue parole sono, a mio parere, esagerate – parole, infatti, e modi di esprimersi che nella vita reale, fuori dalla porta di casa con semplici conoscenti o amici intimi finora non ha usato –, abbiamo concordato di scrivere ciò che penso sia scorretto nel suo modo di fare e proporlo in questa sede, oggetto dello scontro, a voi, soggetti. Questo perché mio padre, ultimamente, ritiene più utile e fruttifero il parere di un conoscente rispetto a chi gli sta più vicino (non importa se poi entrambi – blogger e famiglia – propongono stesse soluzioni: vedi Sabrina) Mi è stato permesso di far uso delle fonti private che innescano in me un atteggiamento ostile nei suoi confronti. Sono cosciente del fatto che leggere la corrispondenza altrui, controllare (senza censurare) ciò che fa o dice è una violazione di quella sfera intima che gli è propria e che, come tale, va rispettata. Tuttavia, se nella mia consapevolezza arrivo a non nascondere e mettere a nudo le mie azioni prima con lui e poi, non vedendo reazione da parte sua, con voi, sembra chiaro che vi è più di semplice curiosità nei miei gesti, o poca fede o rispetto nei confronti di mio padre. Sono colpevole, si, di aver violato quella cosa che sta tanto cara ai moderni, la c.d. privacy; sono colpevole, e, se volete, attaccatemi per questo. Ma se mi metto in luce un motivo c’è, ed è quello di far ragionare mio padre e fargli capire che se qualcuno vede le cose diversamente da come le vede lui, ciò non significa che siano sbagliate; anzi, potrebbe essere utile ascoltare, cogliere i propri difetti e migliorarsi, anziché ritenersi uomo fatto – fatto bene – e finito. Purtroppo è ostile al dialogo con chi diverge dalle sue opinioni, e siccome lo attacco per ciò che adesso andrò a spiegare, preferisce non ascoltarmi e mettere tutto ai venti, come adesso mi sono deciso di fare. Chissà che la vostra parola vanga più della mia. C’è da dire, infatti, che questo è già successo (e mi sta anche bene perché se il fine è lodevole, farglielo raggiungere io o un altro mi è indifferente). Quello che mi rattrista (e diciamolo, mi fa incazzare!) è che la mia parola contro la sua ha poco effetto perché se lui è convinto che qualcosa sia corretto, quel qualcosa va fatto; non importa se può non piacere a qualcuno o non essere consona alla situazione. Non dico che debba ascoltare me e, quindi, il mio pensiero debba imporsi sul suo, ma, quantomeno, dovrebbe smussare le sue convinzioni per renderle in sintonia con chi gli sta vicino. Ma procediamo con ordine, che è più facile sia per me che per Voi. Il brutto di doverle scrivere certe cose è che, nel momento in cui finirò e sarà già postato, altri aspetti mi verranno in mente, aspetti che chiarificano ancor di più gli eventi. Cercherò di rendere “in crescendo” le cose che mi turbano e di grassettarle. Per chi avesse tempo da perdere (e gliene sono grato), legga tutto quanto e dia un parere che possa in qualche modo far dubitare mio padre sul suo operato. Per chi, invece, tempo da spendere non ne ha o non intenda farlo, scorga velocemente i problemi e si soffermi soprattutto su quelli che più lo colpiscono. Questo testo è nato come unicum, ma mi son visto costretto a spezzettarlo in più post per rendere più agevole la lettura. Cominciamo – dal prossimo post, che qui c’è già un po’ di succo.
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"Il Vecchio"
ore 12:24 [ ] |
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10.12.2008
IL LIMITE di Marco Prestianni
Il piacere che una relazione – che sfocia oltre l’amicizia e percorre quelle vie che son proprie dell’innamoramento – regala va alimentato o soffocato, se si ha già un legame carico d’amore, a cui non si rinuncerebbe mai? È giusto avere un sentimento, platonico, per un’altra persona e con questa condividerlo se si sa che può ferire chi sta intorno? È un ostacolo alla propria libertà quello di soffocare tutto sul nascere (anche se sai, in coscienza, che non andrà mai oltre – ma delle coscienze non ci si può mai completamente fidare), oppure è la cosa giusta da fare, dato che nel momento in cui una persona compie una scelta, che è quella di condividere una vita con un’altra persona, inevitabilmente si preclude altre strade (altrimenti il concetto di “scelta” perderebbe di senso)? Il nodo su cui vi chiedo di soffermarvi è il seguente: entro che limiti l’uomo è libero di amare? Una risposta, a mio avviso, semplicistica è dire che non esistono limiti. Certo, dipende dalla concezione di amore che si ha. Se si intende per amore quella sensazione forte che si prova ai primi stadi e solo quella, allora, nel momento in cui sfiorisce, l’uomo ritorna ad essere libero di ricercare lo stesso piacere anche in altre persone. Ma, sempre a mio giudizio, questa stessa visione di amore è misera. Se, invece, prendiamo quella assunta dallo stesso padrone di questo blog, cioè quella secondo la quale l’amore è un sentimento che cresce, che non va necessariamente manifestato in termini patetici (ricchi di pathos, non penosi), ma attraverso l’eleganza, il rispetto dell’altro e la rinuncia (cfr post del 30-03-08), l’uomo, per permettere a questo amore di crescere, rinforzarsi e non incrinarsi, è costretto a porsi dei limiti, che nascono laddove finiscono le libertà che nella vita di coppia entrambi i partner si conferiscono reciprocamente. I limiti, quindi, sono del tutto mutevoli, ma esistono. Non variano da persona a persona, ma da coppia a coppia in quanto concordati dai due soggetti che la formano. E il contratto non è verbale o scritto o d’altro tipo, ma, appunto, è cum cordia, nasce dal cuore.Come si può, alla luce di questo, dire che non ci sono limiti in amore? Senza limiti viene meno il rispetto; senza il rispetto l’amore. Ci tengo a precisare, anche dietro richiesta di mio padre, che con l’espressioni “vie che son proprie dell’innamoramento” non intendo riferirmi a un certo sentimento in tutto simile all’amore, ma a quegli atteggiamenti che gli son propri, quali un linguaggio specifico – più lirico e animato – e uno stato d’animo (trepidazione nell’attesa, benessere, etc…) che può far confondere quelle sensazioni piacevoli, che mio padre dice di provare e che non intende chiamare amore, con il più alto dei sentimenti.
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"Il Vecchio"
ore 11:16 [ ] |
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22.11.2008
Una matita ,per disegnare un mondo migliore
HO letto da qualche parte questa stroriella sulle cinque qualità della matita, mi è molta piaciuta e ve la voglio proporre ,mi sono limitato a cambiare i verbi, rendendola al plurale Dipende tutto dal modo in cui guardiamo le cose. Una matita possiede cinque qualità: se riusciremo a trasporle nell'esistenza, saremo sempre delle persone in pace con il mondo. Prima: possiamo fare grandi cose, ma non dobbiamo mai dimenticare che esiste una Mano che guida i nostri passi. Seconda: di tanto in tanto dobbiamo interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché dobbiamo imparare a sopportare alcuni dolori: ci faranno diventare migliore. Terza: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia, e lealtà. Quarta: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque prestiamo sempre attenzione a quello che accade dentro di noi. Quinta: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo tutto ciò che facciamo nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegniamoci per avere piena coscienza di ogni nostra azione. E’ un buon inizio per potere cominciare a cambiare questo mondo che sembra ,pare, stare stretto un po’ a tutti .Ciao a tutti un abbraccio e…Buona riflessione a tutti…”Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 23:14 [ ] |
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19.10.2008
Il pomeriggio più bello di questi ultimi otto anni
Il pomeriggio più bello di questi ultimi otto anni Si, ve lo voglio proprio raccontare venerdì della settimana scorsa, cinque settembre, con sincerità vi dico che ho trascorso il pomeriggio più bello di questi ultimi otto anni, questa storia ha tutta l’aria di una cosa cercata , e non è del tutto casuale, di casuale c’è solo l’incontro in strada con mia figlia Sabrina : “Mi stavo recando al lavoro, quando ad un tratto incrocio Sabrina in un punto dove la strada era per circa trecento metri diritta, lei riconoscendo il camioncino a distanza, quando ci siamo incrociati ha accennato il saluto, io solo allora ho capito che era lei, avevo solo visto i suoi occhi, devo fare una premessa, erano dieci giorni che non vedevo anche i bambini .Al suo saluto sono rimasto quasi impietrito, chiedendomi fra me… come non ti fermi ? il mio sguardo deve averla fulminata e ho piantando i freni, mi spostai ai margini della carreggiata, solo dopo duecento metri lei si accorse che io ero rimasto fermo, lo capii perché fece un accenno di frenata, e prosegui con la stessa andatura, ma io avevo capito, o almeno mi sarebbe piaciuto che alla rotonda in fondo, tornasse indietro, e cosi è stato, lei aveva capito, che il mio sguardo sbalordito, come per dire non ti fermi? l’aveva freddata , e li il mio cuore ha cominciato a battere forte c’era stata un’intesa solo in uno sguardo, quando poi ho visto che aveva anche i bambini dietro, non c’e lo fatta più dall’emozione, e il pensiero che eravamo in strada come dei fuggiaschi,mi sono emozionato talmente tanto che gli occhi mi cominciarono a brillare, ultimamente io ho la lacrima facile, ma non lo faccio apposta, a volte l’emozioni non sono controllabili come si varrebbe, siamo rimasti fermi più di un quarto d’ora, lei vedendomi cosi amareggiato per l’incontro fortuito mi disse a botta rapida ,vuoi portarti Niccòlo in ditta, non me lo feci dire due volte, lo presi lo misi seduto in qualche modo in mezzo alle cassette dei ferri che tengo anche in cabina perché sono tante, saluto la piccola Giulia, e via in officina, dove ho messo da parte il mio lavoro e mi sono messo con lui ad aggiustare le seggioline dell’asilo quelle rotte e sgangherate. Io foravo le spine rotte, mettevo la colla, e lui con il suo martellino di gomma le piantava, e poi mi diceva ancora, abbiamo passato cosi tutto il pomeriggio, nessuno accenno di stanchezza, stavamo giocando ed io vedevo la felicità nei suoi occhi e sono stato veramente contento di averlo fatto, perchè il tempo passa, e momenti come questi vanno cercati per dare emozioni e ricordi indelebili, ha !!dimentico di dirvi che Niccòlo fà tre anni il ventotto attobre . Io spero di non avervi annoiarti con questo racconto molto personale ma è anche un modo per dire a tutti che la felicità la si trova anche in occasioni simili ,che poi sia stata un occasione cercata e voluta per me ha ancora più valore. Diversamente non sarei qua a raccontarVi una normale giornata di lavoro. Momenti simili un po’ tutti bisognerebbe andarci in cerca Buona riflessione a tutti. Vi voglio bene .”Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 16:58 [ ] |
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03.10.2008
Gli Angeli di che sesso sono ?
Gli Angeli di che sesso sono? Ve lo siete mai chiesto? Io li ho sempre visti rappresentati ; piccoli nudi con un drappetto davanti, solo le teste e le ali, grandi con le ali e delle vesti lunghe, con capelli lunghi e riccioli, o lisci, con visi per l’appunto molto angelici, di una bellezza quasi ineguagliabile.Tutto questo per quello che ci hanno rappresentato e riportato dalla storia, ma con l’evoluzione della razza umana, visto che gli angeli non li dipinge, o scolpisce più nessuno, possiamo dire che ci girano intorno e li vediamo continuamente nel nostro quotidiano, quante belle ragazze oggi ci circondano con finiture davvero angeliche . Quindi possiamo dedurre che i nuovi angeli oggi sono le donne che ci circondano, e così possiamo pure stabilire, e rispondere alla nostra domanda di partenza e diciamo che gli angeli sono le donne , alt …non proprio tutte, ma non solo per l’aspetto esteriore, perché poi sono tutte belle sta poi a noi saperle apprezzare e valorizzare, ma mi riferisco a quelle che sono già delle diavolette loro come possono vestire la parte di angelo? Allora ogn’uno di noi se lo inventa a sua discrezione e piacere, e vai tranquillo perchè sai di averlo, e poi la cosa più importante,è che l’hai scelto proprio tu nel tuo immaginario. Ma a volte… e ultimamente mi capita anche spesso… mi giro di scatto per cercare di fregarlo nel tempo e vorrei vederlo, visto che si e sempre detto che ci segue ovunque noi andiamo, e non vederlo e vedere sempre la stessa ombra che mi segue mi fa venire dei forti dubbi che ci sia veramente, poi chiudo gli occhi, e mi fermo a pensare, e in una riflessione profonda sento come una voce che mi dice : “Guarda che non mi sono mai stancato di starti dietro, ma ho capito che per adesso i problemi più grossi sono dentro di te, ed è per questo che non mi vedi fuori, stò cercando, e ti giuro che faccio fatica a tenere frenata l’ira, e poi cerco di tenere caldo il cuore che ultimamente a preso dei violenti colpi, quasi a spegnere la fiammella dell’amore che arde dentro di noi, e poi ancora ho appena finito di dare una messa a punto allo spirito che ultimamente faceva qualche capriccio, e stava mandando in rovina tutto quello che di buono abbiamo fatto fino a questo punto; scusami se non ti ho avvisato ma l’intervento era urgente, a proposito come Ti senti? E come stai ?.Sono seduto rifletto e scrivo che hai fatto un buon lavoro sto bene, ma potrei stare meglio era quello che ho sempre voluto, stare bene, con me stesso e con chi mi circonda, ma non mi lamento per descrivere il mio disaggio, lo faccio sempre per fare riflettere anche chi mi è vicino, Ciao continua pure il tuo lavoro che mi accorgo lo stai facendo bene, io continuo a fare il mio, visto che cominciano a sentire la mancanza , e pensare che sono proprio loro a farmi stare meglio. Ciao a tutti vivete con serenità, e se non pensate di avere l’angelo che vi aiuta, fingete di averlo e aiutatevi da soli ma fatelo, serve. Buona riflessione a tutti. “Il Vecchio"
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"Il Vecchio"
ore 14:18 [ ] |
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12.09.2008
Il frutto di una semina
Il frutto di una semina. La vita dovrebbe essere il frutto di una semina che i nostri genitori hanno fatto perchè desiderosi di arricchire la loro vita, la loro permanenza su questa terra. Questo è nella normalità, in caso fosse stato diverso per qualcuno di voi, Vi assicuro che cambia poco, o niente perchè la vita è un bene personale a cui bisogna tenere e difenderla a denti stretti. Ciao a tutti buona riflessione cercate di essere più ottimisti e a volte rallentate di proposito, fermatevi ad ascoltare il rumore della pioggia…il soffio del vento…il rumore del silenzio… quando sentite qualcosa… quando il cuore si comincia ad ingrossare, sono emozioni… che il Vostro cuore Vi suggerisce, di vivere più spesso . Io stò bene, ma con una spina nel cuore che non posso rimuovere, soffro in silenzio, anche se sembra un paradosso, visto che racconto al mondo la mia esperienza di un uomo che riesce ancora a non perdere il controllo e non si lascia dominare dall’istinto, se questo può essere di aiuto solo ad uno di voi per me è solo un piacere, saluti a tutti, vi voglio bene . “Il Vecchio” Grazie a tutti per l’interesse dimostratomi.
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"Il Vecchio"
ore 22:40 [ ] |
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07.08.2008
Orgoglio di padre
Orgoglio di padre Non sono un violento e neanche vendicativo perché di motivi per farti a polpette ne avrei avute parecchi.Non c’è male maggiore che tu abbia potuto farmi . Ma io ti lascio vivere, in modo che tu stesso abbia modo di poterti ricredere. Quando cresceranno i tuoi figli se li vorrai bene come io adoro i miei , sarà questa presa di coscienza, sarà questa consapevolezza a ferirti e ucciderti dentro per il male che mi hai fatto, distruggendo il progetto più importante della mia vita; che avevo iniziato e portato avanti dignitosamente fino a quando tu non hai chiuso questo cassetto, che conteneva questo grande sogno della mia vita, l’unione e l’armonia della famiglia.
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"Il Vecchio"
ore 09:09 [ ] |
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11.07.2008
Sapevate che....
Oggi 10 luglio mi sono accorto di avere un angelo, non so voi se ci credete, ognuno di noi ha il suo angelo, cosi ho sempre sentito dire da piccolo ne avevo sempre sentito parlare, e quando mi dicevano che era come la nostra ombra, e andava dove andavamo noi, pensavo fosse un modo spiritoso e simpatico di prendermi in giro, eppure oggi ho avuto la conferma di avere veramente un angelo custode tutto mio, ho pure parlato assieme, e mi rispondeva a tutte le domande, non so se sono andato in trans e mi sono assentato per un paio d ‘ore, ma vi giuro che è tutto vero, ho provato una sensazione che è indescrivibile ,ognuno di noi dovrebbe parlare con il proprio angelo, mi sembrava di passeggiare sulle nuvole, delicatamente senza sprofondare, mi davo dei pizzicotti per capire se effettivamente ero sveglio, ero proprio sveglio, io mi sono trovato bene ho trovato questa sensazione speciale e parlerò più spesso con mio angelo custode, se prima pensavo di essere da solo a prendermi cura del mio corpo, e del mio spirito adesso so con certezza che siamo in due. Grazie angelo, il tuo compagno di viaggio Mario.”Il Vecchio” Buona ricerca e saggia meditazione cercatelo, non è difficile trovarlo basta concentrarsi e lo troverete auguri appena lo troverete starete meglio
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"Il Vecchio"
ore 00:39 [ ] |
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29.06.2008
Lettera aperta ad una cara amica
Ciao Chiara, sei dolcissima quando dici che io sono una bellissima persona, non esagerare, io mi sento più che normale, magari a confronto con altri, mi comporto in modo diverso, mi sento più altruista sono gentile e rispettoso, a volte penso di essere rimasto l ‘ultimo cavaliere. Parliamo di te, mi dici che sei in un momento di riflessione, stai cercando di capire, se quanto fai ti rende felice .Vedi chiara la felicità ,io non finirò mai di ripeterlo a tutti coloro che si fanno sempre questa domanda, importante se vogliamo, ma questa ricerca non va fatta con le riflessioni ma va vissuta, la felicità quando si vive, si trasmette a chi ti è più vicino è un modo di affrontare gli eventi, come ci poniamo con chi ci stà vicino la felicità si deve radicare dentro di noi, deve far parte del nostro essere solo cosi ci possiamo accorgere che stiamo bene, e che le difficoltà sono solo eventi da superare con la grande energia positiva che alleviamo nel nostro corpo.Ti voglio raccontare un episodio che mi è successo e ti dico con sincerità che mi ha fatto crescere ancora di più. Ero in centro a Monza per lavoro, dovevo aspettare la chiusura di un negozio di abbigliamento intimo TAM TAM non so se la conosci è una linea, nuova in ItaIia, un altro punto vendita è a Bologna, è una catena francese, magari avrai visto qualche pubblicità in qualche rivista. Siccome si era rotto il motore della serranda, bisognava chiuderla a mano, premetto che era cinque metri di larghezza. Le ragazze che erano due commesse, diciamo anche modelle, poverine mi avevano detto: “ ma neanche se ci appendiamo tutte e due alla serranda questa scende,”per la riparazione non potevano chiudere il negozio, bisognava fare l’intervento di domenica, e per tutta la settimana sono andato a Monza, la mattina a fare l’apertura,e la sera andavo a fare la chiusura mi pagavano naturalmente, però non so quanti l’avrebbero fatto ma la cosa mi rendeva felice perchè aiutavo due ragazze che diversamente erano disperate, ma l’episodio più bello mi è capitato, intanto che aspettavo la chiusura ero seduto in una panchina di fronte e per spezzare l’attesa mi presi un cono e sedendomi dissi a voce un pò alta voglio ritornare bambino per un attimo, una vecchietta mi ha sentito, si è avvicinata e mi borbotto.. si.. ..si.. era meglio quando i miei figli erano bambini ed io avevo tante premure per loro, adesso sono cresciuti non li vedo più, al punto che mi hanno abbandonato e sono rimasta sola. Io ho cercato di rincuorarla dicendole che soli si e solo quando si muore, vede signora adesso sono quà io che parlo con lei, dopo più tardi c’è ne sarà un’altra e domani magari un’altra ancora, ma va!!… mi rispose… mica sono tutte come lei le persone, che si fermano a parlare con una vecchia sola, io ci provo sa… ma nessuno mi da retta come lei, mi dicono tutti, ma perchè non te ne vai a casa, invece di stare sola sempre in giro, ma cosa ci fai in giro sempre sola, ormai… non lo dico più a nessuno che a casa… sono ancora più sola, l’ho detto a lei, perché lei e bravo, si vede e parla con me. A quel punto mi ha fatto tanta tenerezza e gli raccontai che io per tutta la settimana sarei stato li, mattina e sera,… poverina, mi disse: allora vengo a trovarla, ancora di più mi colpirono quelle parole, era lei che aveva bisogno di compagnia, eppure mi ha anticipato dicendomi che veniva lei a trovarmi, sarebbe stato sufficiente che lei si facesse trovare li, affinché io la incontrassi, no… c’era da parte sua il piacere di darmi gioia, perchè dai miei atteggiamenti lei rimase colpita il mio comportamento era rispettoso e pieno di amore come se avessi vicino la mia di mamma, ecco che lei si era ricordata di essere stata mamma e il suo cuore anche se invecchiato e triste era come gonfiato d’amore. Ciao bella ,non so se ti ho annoiata con questa storiella ma è molto profonda e magari un giorno diverterà un post sul blog. Quel tuo abbraccio manca ancora qualche o per cingermi tutto ciao
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"Il Vecchio"
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31.05.2008
Eccezzionale!! "Straordinario Salvataggio"
Eccezionale!! “ Straordinario Salvataggio” E’ il mio carattere intraprendente e altruista, che mi porta sempre ad intromettermi su cose che potrebbero non interessarmi, ma è più forte di me, vedo il pericolo Prima di altri, un po’ dovuto all’esperienza, un po’ al sesto senso, vado al dunque, e vi racconto cosa mi è successo ieri 13 maggio, passando in una strado di Gorla Minore per andare a trovare un mio fornitore, vedo dei ragazzini che tentavano di arrampicarsi in una recinzione con finitura a spuntoni molto insidiosa che poi in equilibrio avrebbero dovuto arrivare a delle cime pensolanti di questo ciliegio stracarico di ciliegie grosse e mature, che facevano gola a chiunque fosse passato da li, ma dal dal mio punto di vista mi accorsi che ai rami più vicino alla cinta non ci sarebbero arrivati lo stesso ,ecco l’insidia del pericolo, avrebbero dovuto allungarsi in punta di piedi e nello stesso tempo stare in equilibrio,su que tipo di recinsione tutta appuntita, fantastico!!… direte voi che ragazzi in gamba, e pensare che di cose più spericolate ne ho fatte anch’io da ragazzo,con il solo aiuto dell’incoscienza, ma adesso da persona adulta,coscienziosa e saggia, non ho potuto resistere all’incoscienza di quei ragazzi ed al pericolo che correvano, non so in quanti l’avrebbero fatto, mi sono fermato, ho posteggiato il furgone ,mi sono avvicinato alla recinzione ho parlato ai ragazzi dicendo: “Guardate ragazzi quello che state facendo è grave per due motivi uno, state rubando, e due, quello che state facendo è molto pericoloso c’è un grande rischio di farsi male seriamente. Conosco io un sistema migliore per farvi arrivare alle ciliegie senza correre rischi inutili, prontamente uno di loro con la faccia stupita da incredulo - e come facciamo – semplice risposi io- andate a suonare il campanello alla signora, e gentilmente chiedete se vi lascia entrare in giardino per raccogliere quattro ciliege –subito l’altro- ma sei matto, volete scommettere? La signora vedendo dei bambini gentili, educati , piuttosto che vedere cadere le ciliegie per terra perchè la pianta è stracarica vi lascia entrare ne sono sicuro,allora chi di voi vuole scommettere ?” Allora si convinsero a scendere e li vidi andare verso il campanello. A quel punto il mio compito era finito misi in moto il furgone e mi avviai verso il mio fornitore, due strade più avanti. Finita la commissione , feci la stessa strada per vedere gli sviluppi della storiella,e mi accorsi che i ragazzi erano all’interno del giardino che gridavano si rincorrevano felici e soprattutto avevano le mani piene di ciliegie, anche perché erano passati solo una decina di minuti. Senza nessuno stupore ma con grande orgoglio e felicità per l’evoluzione della vicenda, ancora una volta fermai il furgone e dopo aver posteggiato, mi avvicinai alla recinzione,volevo lasciare a loro un altro consiglio che li aiutasse a crescere, e chiamai il bulletto, trascinatore del gruppo invitandolo ad avvicinarsi, e lui a braccia tese con in mano le ciliegie mi disse : “signore ne vuole quattro – io risposi no grazie, però una cosa voglio da te dissi, che cambi i tuoi atteggiamenti e devi essere più fiducioso e se serve più disponibile verso gli altri, aiutandoli, come ho fatto io con voi, e non cercare di fregarli, con conseguenze che potevano essere disastrose. Annui scuotendo la testa un paio di volte, e si allontanò. A quel punto andai ,e mi dicevo tra me, sono certo che questa lezione di vita, trasformerà quei bulletti in omini,perché si parte dalle piccole cose a non osservare le buone maniere per poi passare di volta in volta a cose sempre più gravi. La ragione per cui questa mia esperienza lo volutamente fatta diventare un post e semplice, affinché i tutti lettori mi date una mano a formare gli uomini di un domani futuro prossimo, perché la vita sembra lunga, ma se consideriamo che stiamo vivendo il terzo millennio, novant’anni a confronto sono pochissimi, e sono stato abbondante e generoso, perché tanti ragazzi oggi non apprezzano la vita che stanno vivendo e fanno in modo di distruggersela da soli prima del lungo tempo (sembra) che gli ho concesso. Per voi tutti dico ancora state vicini ai ragazzi e fondamentale per la loro crescita, loro saranno il futuro. In alcuni casi i genitori si devono sentire colpevoli in prima persona, e non attribuire le colpe alla scuola, o alla società, perché la società ,perché la società siamo ancora noi , e vi ho spiegato anche il motivo per cui oltre ad essere un buon padre, mi stà tanto a cuore il sociale, questa è una ricetta medicinale, per una soluzione in parte a far guarire questo mondo assai malato. Ciao, un saluto e un abbraccio a tutti.”Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
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14.05.2008
Quello che mi piace di te
Ciao Alice, te lo avevo detto che il mio commento da te sarebbe diventato post,a me non sfugge niente colgo sempre l’attimo, con grande cura del particolare, devo anche dire però che il tempo vissuto intensamente, da un punto di vista è bello perché se fai ciò che ti piace sei impegnatissimo, infatti, passa talmente in fretta, che avvolte mi impongo delle fermate per rallentare il ritmo proprio per godere delle piccole cose che agli occhi degli altri possono sembrare banale per non dire insignificanti, es. Un filo d’erba rompe il manto catramato, e li io osservo e vedo la forza della natura, lo stupore di un bambino, il sorriso stesso di un bambino, vedo la grandezza della vita, in un semplice gioco di sguardi di chi incontro, avvolte mi tiene impegnato un giorno intero cambiandomi anche l’umore,anche li scopro il piacere della vita. Ti racconto cosa ho colto di straordinario nella giornata di ieri andando a lavorare, che diventerà un post futuro. Avevo diradato un pò di piantine nel mio giardino, diciamo perenni, perchè non vogliono nessuna cura e si moltiplicano come i canguri in Australia, sono piante che crescono in natura nel sottobosco, sicuramente non avrò fatto un danno a l?ecosistema, ma indirettamente e un modo per conservare le specie distribuendole sul territorio, portandole a Gianni mio amico, mi dispiaceva buttarle. Titolo del post: “Quello che mi piace di te” Oggi sabato 19 APRILE la giornata è bella soleggiata, anche se mille nuvole sono ancora piene d’acqua e brillano, con i suoi contorni bianchissimi e accecanti, colpite dai forti raggi del sole. La giornata di per se considerando che è anche fine settimana era già bella di suo anche se dovevo lavorare, soleggiata pure, mancava solo il bel complimento di Gianni dicendomi : “ Quello che mi piace di te, che pensi anche a gli altri, senza interessi”.Quelle parole, hanno ravvivato di più la giornata, perché sono arrivare diritte al cuore. Sicuramente l’arrivo sul tuo blog è stato luminoso con tutti quei colori, con calma leggerò anche i post indietro perché qualcosa ti te mi ha colpito sarà la tua risposta immediata, ho come sentito il profumo di tutti quei fiori, sarà per la semplicità delle tue espressioni. Ciao Alice ,”Il vecchio” ti consiglia di passare a leggere: "Niente fiatone, niente sudore" è un suggerimento come trovare la felicità, e farla radicare dentro te. Ciao ancora A te e a tutti i lettori, buona riflessione “Il Vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 13:46 [ ] |
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26.04.2008
Un consiglio sottovoce
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che é importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza. Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite… insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Pero` non trattenerti mai! Ho sempre detto che a me non scappa niente ho imparato lungo il percosso della vita di cogliere l'attimo l'ho sempre fatto con le conoscenze, con la fotografia, con riprese di videocamera, nel sorriso rubato ad un bambino in macchina fermo davanti a te in macchina al semaforo, basta corrugare la fronte un battito di ciglia e hai conquistato il suo sorriso, un gioco di sguardi con la mamma per trovare subito un'intesa, e renderci conto a vicenda che la vera felicità ce la danno loro i bambini, si loro hanno la soluzione per renderci immensamente felici. Grazie Chiara per quello che mi hai scritto, per me erano già delle regole ne ho fatto una ragione di vita,m a tu li hai fatte diventare un consiglio sottovoce. Buona lettura e saggia riflessione a tutti vi voglio bene. Dimenticavo Chiara ho finito di leggere il tuo commento con le lacrime agli occhi, in questa roccia batte ancora un cuore Grazie. "Il vecchio"
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"Il Vecchio"
ore 18:27 [ ] |
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18.04.2008
La curiosità allunga la vita
La curiosità allunga la vita Sapete perché i bambini sono curiosi? Perché la curiosità li aiuta a crescere, stimolandoli ogni giorno ad imparare. Noi adulti dovremmo imitarli, qualunque sia la fase della nostra vita. Solo continuando ad essere curiosi crescono gli stimoli per migliorarsi, per gettarsi in una nuova impresa per allargare i propri orizzonti culturali e professionali. Cominciare a suonare uno strumento, fare un corso di computer, fare più attività fisica, tutto nasce dalla curiosità,dalla voglia di imparare,e di provare. E’ sia ben chiaro non vi stò dicendo di essere bambini, ma di sentirsi come loro, cosi avete tutta la vita davanti. Coltiva più interessi, è nel tuo interesse. Buona riflessione. “Il vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 23:40 [ ] |
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30.03.2008
Domanda: "Il vecchio risponde"
Domanda Si parla tanto di single. Sembra lo status più in voga ultimamente. Ma è facile questa scelta? E' una scelta libera o diventa una scelta obbligata? La mente dice no, il cuore invece vorrebbe puntare sul sì, ed ecco che si innesca un bel braccio di ferro con se stessi. “Il vecchio” Risponde senza neppure riflettere ,e dice come la pensa al riguardo L’amore è un sentimento che matura, s’avverte, si sente e cresce con il passare del tempo. Non bisogna mai credere a chi dice : “ amore mio ti amo”questo tipo di atteggiamento a mio avviso è falso, bello nelle apparenze quasi da creare invidia vedendoli, e soprattutto la cosa che mi dà quasi nausea è proprio quando due in presenza di altri, il tono di voce viene amplificata chiamandosi amore? Si amore dimmi, quasi per farti capire che loro si amano. E’ l’altro; che deve accorgersi di essere amato, ma non certo sentendoselo dire, lo vive si, nel quotidiano, nei piccoli gesti, nel tempo che potrà dire, o accorgersi di essere amata. Il modo più semplice per capire di essere amato, e di chiudere gli occhi, pensare solo per un momento se la persona che ti è vicino venisse a mancare per un motivo o altro,come ti sentiresti, se trovi un senso di libertà, non l’amavi, se ti risposi non l’amavi, se senti che qualcosa muore dentro di te, è un segnale forte che l’altra o l’altro era parte di te, anche senza averglielo mai detto, ne senti la mancanza, se senti rimorsi che avresti potuto fare qualcosa in più per regalarle qualche altra piacevole situazione allora ti accorgi che tu l’amavi . Solo se hai questi ripensamenti avverti l’amore. Io non credo a l’amore a prima vista, l’amore è un sentimento che cresce, e si radica dentro di te con il passare del tempo ed è il tuo cuore a tenere alimentato questo sentimento, A prima vista può essere solo attrazione fisica. Per fare funzionare un rapporto a due non dipende dall’altra, dipende da te, e la stessa cosa vale per l’altra, sembra un controsenso, ma è proprio questo il senso. Solo se sei capace di amare sarai amato, se no, non c’è storia che tenga. Amare vuol dire saper soffrire Amare vuol dire saper rinunciare Amare vuol dire saper sopportare Amare vuol dire saper tollerare Amare vuol dire saper tacere Amare vuol dire porgere l’altra guancia Amare vuol dire non essere egoista Amare vuol dire aiutare il prossimo Amare vuol dire non odiare Amare vuol dire saper perdonare Ecco dieci validi motivi per cui dicono a mia moglie che è una donna fortunata, e perché chi mi conosce mi ama e mi vuole bene. Amare non vuol dire andare a letto con… quello è sesso, e se ami rinunci anche al sesso, anche se poi passi per fesso. Se sei capace di amare senza limiti, sei il vero amore per la compagna e viceversa, se no sei buono per fare l’amante, allora puoi dire ti amo, se no non te la da. Io parlo d’amore perché ho conosciuto l’amore di mia madre, e conosco l’amore che sento per mia moglie, per i miei figli, per i miei fratelli,per i nipoti per gli amici, per le piante, per la natura, chi mi conosce, sa che mi pongo sempre con tutti come se li conoscessi da una vita. Ma la cosa che non ho detto è che non sono ancora capace di amare oltre ogni limite, mi mancano le ultime due voci della lista, ma non demordo, ho ancora tempo per potere imparare sicuramente magari continuerò a sbagliare, ma tu amore mi devi aiutare mi devi ancora sopportare, cosi capisco come si fa a perdonare e finalmente riuscirò ad amare. Ah! Dimenticavo è vero che il tempo ti insegna ad amare ,come è anche vero che cura i lividi, ma le ferite quelli lasciano i segni e se poi ti graffiano il cuore è là che finisce l’amore.Mentre le ferite sul corpo il segno che lasciano è visibile a tutti, ma quando ti toccano il cuore rimangono aperte e le vedi solo tu ad occhi chiusi amaramente. Non è cosa da tutti sapere amare, bisogna sapersi sacrificare Chi per scelta decide di rimanere sigle, per me ha una visione sbagliata della vita, anche se pensa di essere più libero. ma la libertà non sempre si associa alla felicità Sbaglio ??? ditemelo voi…Ciao a tutti. “Il vecchio” buona riflessione
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"Il Vecchio"
ore 00:44 [ ] |
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17.03.2008
Riflessione
Riflessione Ritrovare negli eventi quotidiani, il significato della vita, che nonostante tutti i dolori che essa comporta, è, in ogni caso ineguagliabile piacere, aver voglia di viverla. Guardando la realtà umana m’accorgo che chi ha molto sofferto è stato ed è estraneo al mondo vive un’altra dimensione, anche se per il momento sembra aver ritrovato la voglia di vivere. Momenti di ricerca continua che diventano, momenti piacevole della stessa realtà, mi fanno concludere dicendo: “ solo chi a sofferto per un qualsiasi problema legato a qualsiasi argomento o situazione particolari sa con esattezza e consapevolezza quanto sia stato, o è difficile conviverci” Un caro saluto a tutti , e buona riflessione anche a voi. “Il vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 21:55 [ ] |
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15.03.2008
Non smettere mai di rincorrere un sogno
Non smettere mai di rincorrere un sogno Anche quando arrivi ad un bivio, non smettere mai di rincorrerlo, segui l’istinto in quel caso, la ragione non serve.Vivere questa ricerca continua con un obbiettivo, ti rende forte e cosciente di fare la cosa giusta. Non frenare mai l’entusiasmo è uno spreco e come tale danneggia il risultato finale. Vivi l’emozione di questa ricerca, perché il tempo intanto passa, e se lo vivi bene avrai sempre un buon ricordo del tempo trascorso. Non perdere mai l’energia che ti serve per muovere i pochi muscoli che ti provocano un bel sorriso, anche perché è poco sforzo è tanta resa, e il segreto per mantenere sempre il buon umore che ti aiuta sempre ad affrontare e superare gli ostacoli e le difficoltà. Un saluto e buona riflessione “Il vecchio”
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"Il Vecchio"
ore 20:28 [ ] |
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10.03.2008
Non trovo le parole
Non trovo le parole: “come far diventare una cosa per altri negativa in positiva" Ecco, ci sono attimi che non tornano più dice Ramazzotti in una sua canzone. I giorni, i mesi, gli anni passano senza rendersene conto veramente, di quanto passano in fretta. Quando per motivi di lavoro sei impegnato anche sabato e domenica è ancora peggio, perdi la cognizione del tempo. Faccio questa analisi quando fermo al passaggio a livello di corso Matteotti a Castellanza. Pensavo anche che adesso lo tireranno via per snellire il traffico del Sempione, visto che hanno già fatto il sottopasso. Evviva!! Ho esclamato, adesso mi tocca trovarmi un ritaglio notturno per meditare. Era una sosta breve ma piacevole, era la mia pillola contro il logorio frenetico, era l’unico momento della giornata che a differenza degl’altri che si innervosiscono, e vedevano questa sosta obbligata in una perdita di tempo, basta cambiare il punto di vista , ed ecco che io la trovavo affascinante, rilassante , … e molto riflessiva. Ho trovato queste parole, fermo (ancora per poco )davanti a questo Passaggio a livello.Buona riflessione a tutti.
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"Il Vecchio"
ore 00:39 [ ] |
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04.03.2008
Il fascino del benessere
Il fascino del benessere Non bisogna cercare il benessere solo nella forma fisica, perché potrebbe diventare una trappola da cui è difficile venirne fuori, perché troverai sempre qualcosa in te che non ti soddisfa pienamente. Alla ricerca bisogna aggiungere una sottile ricerca del benessere non più materiale ma quello spirituale, chiudendo gli occhi solo il pensiero ti fa già stare meglio. Provaci, sempre ad’occhi chiusi concentrati e con la mente cerca qualcosa al di fuori del tuo stesso corpo respira piano profondamente, avverti una sensazione di leggerezza come se insieme a l’aria che respiri entrasse qualcosa che è appena fuori di te, è il tuo spirito, impara a conviverci ed il beneficio che ne trarrai sarà di un benessere sbalorditivo ti senti più a posto. Questo allenamento ti porta a trovare il tuo equilibrio, benessere spirituale, e anche quello fisico, perché quando l’hai trovato darai meno peso alla forma “come forma”era il benessere che cercavi no? E quindi ti sentirai meglio
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"Il Vecchio"
ore 19:37 [ ] |
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24.02.2008
Quando una cosa piccola cambiando il punto di vista diventa grande lasciando anche tra le righe un segno semplice di affetto e amore
Quando una cosa piccola cambiando il punto di vista diventa grande. Lasciando anche tra le righe un segno semplice di affetto e di amore Tante cose ho da raccontare voglio iniziare con questa che è forse la più semplice, mi veniva in mente giocando non il mio nipotino ovvero in un suo sorriso cosi spontaneo cosi gioioso, che ho dovuto per forza scrivere questa lettera se cosi si può chiamare, ma di sicuro il messaggio è proprio quello di un piccolo gesto ovviamente grande la riflessione di questo bel sorriso dispensato da un bambino innocente e un gesto sincero, puro, spontaneo, vi posso assicurare non c’è niente di più bello, perché con quel sorriso vuole esprimere gioia e gratitudine per ciò che hai fatto in quel momento. Non perché c’è il rapporto nonno nipote indipendentemente da questo, se sposti il punto di vista considerando il soggetto bambino come anche fosse completamente estraneo, è il modo come un bambino offre e dispensa i suoi sorrisi è importante l’aver scritto e pubblicato sarà per i lettori una osservazione più che mai riflessiva “trova benifici su dispense gratuite”uando
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"Il Vecchio"
ore 16:05 [ ] |
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14.02.2008
Oggi S.Valentino:"Emozioni tra le righe"
Oggi S. Valentino : “Emozioni tra le righe” Sempre in ogni momento di qualsiasi giornata mi fermo, guardo e penso osservo e mi soffermo ad ammirare piccole, minuscole e non per questo meno importane cose, che sarebbe bene opportuno tutti piccoli e grandi per una maggiore crescita interiore facessero con amore e regolare abitudine perseverante esemplari gesti di continua ammirazione e costante lucidità nel rispettare incondizionatamente la natura e tutte indistintamente le persone che incontrano nel quotidiano. contrariamente, quello che vedo e che avverto è esattamente, quasi opposto a queste mie aspettative, sono distrazione, leggerezza assenza, disinteresse, e questo che invece rilevo in un numero sempre maggiore di persone abituate a correre senza mai rallentare senza mai diminuire la velocità con cui fanno le cose ripetitive quotidiane, senza provare più emozioni che li riempirebbero di piacere e gioia che ti farebbero crescere rinforzando la sensibilità e l’amore che tutti e dico proprio tutti indistintamente dovrebbero trovare normale in gesti semplici e quotidiani capaci di farti emozionare. contrariamente sono sempre meno felici più distratti più falsi sempre più opportunisti, distruggendo i rapporti di amicizia e non di meno i rapporti familiari e questo oso dire mi rattrista molto e mi preoccupa sempre di più. sono però fiero di essere rimasto solo con questi miei pensieri rivoluzionari e queste mie idee di volere migliorare questo mondo irrimediabilmente malato unicamente sconvolgendo e trascinando al cambiamento di tendenze e abitudini tutti coloro che distrattamente non amano e rispettano la natura che ti da spirito e voglia di vivere da dispensare.
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"Il Vecchio"
ore 22:44 [ ] |
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13.02.2008
riflessione profonda
Vi regalo una riflessione: Se si potesse ridurre la popolazione del Mondo intero a un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al Mondo, tale villaggio sarebbe composto in questo modo:· 57 Asiatici· 21 Europei· 14 Americani (Nord Centro e Sud America)· 8 AfricaniCi sarebbero:· 52 donne e 48 uomini· 30 bianchi e 70 non bianchi· 30 cristiani e 70 non cristiani· 79 eterosessuali e 11 omosessuali· 6 persone possederebbero il 59% della ricchezza del Mondo intero e tutti e 6 sarebbero statunitensi· 80 vivrebbero in case senza abitabilità· 70 sarebbero analfabeti· 50 soffrirebbero di malnutrizione· 1 starebbe per morire· 1 starebbe per nascere· 1 possiederebbe un computer· 1 (si, uno solo, avrebbe la laurea)Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettare e di capire diventa evidente.Prendete in considerazione anche questo:· Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia, siete più fortunati del milione di persone che non vedranno la prossima settimana.· Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell’imprigionamento, l’agonia della tortura, i morsi della fame, state meglio di 500 milionidi abitanti di questo Mondo.· Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo Mondo.· Se avete del cibo nel frigorifero, dei vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire, siete più ricchi del 75% degli abitanti del Mondo.· Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola, fate parte dell’8% delle persone più benestanti al Mondo.· Se i vostri genitori sono ancora vivi ed ancora sposati, siete delle persone veramente rare.· Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto una doppia benedizione, perché qualcuno ha pensato a Voi e perchè non siete fra i due miliardi dipersone che non sanno leggere.Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.Balla come se nessuno ti stesse guardando.Canta come se nessuno ti stesse sentendo.Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.
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"Il Vecchio"
ore 23:34 [ ] |
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02.02.2008
Oggi la fai da padrona
Oggi sei tu a farla da padrona Non è il senso alternato Oggi che ci ha rallentato Non si vede a un palmo dal naso Sei tu stamane potente Forte e fitta a farla da padrona. Ti trafigge solo il freddo Manto nero che ci guida. Ci prova di raro Anche un forte raggio Che ti ravviva al punto Da rendere ancora più Fastidioso il cammino. Ancora più avanti ci riprova Insiste tra i spogli rami S’infila ci abbaglia Riesce a fatica a toccar terra. Ma non ti dai per vinta Ti diradi Ti alzi un pò Persisti. Poi ad un tratto Non ti si vede più Ti alzi E In un baleno Sparisci.
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"Il Vecchio"
ore 19:15 [ ] |
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13.01.2008
Riflessione su perugia
Risflessione su Perugia : “Bella cittadina con sede Universitaria! No grazie preferisco il mio vivo ricordo di Castelbuono.” Questa mattina ho sentito alla radio un’intervista fatta al sindaco di Perugia. Devo dire che sono rimasto scioccato da come un amministratore si trova emarginato dalle stesse istituzioni , Polizia in difficoltà perché priva di organico, e non può garantire il servizio necessario per la tutela della sicurezza alla cittadinanza.Quello che riesce a fare di buono, arrestando qualche spacciatore, per poi le stesse facce a distanza di due giorni se li ritrovano fuori ancora a spacciare, quindi invano il lavoro svolto, con evidente delusione e tanta demotivazione. A questo punto io mi chiedo se ne vale la pena di crescere come intensita di abitanti creando strutture come scuole, palestre, piscine e alberghi per essere poi usate è sfruttate da chi venendo da fuori non si inserisce nella cultura locale e filosofia di vita di questo speciale paese che è Castelbuono, andando a rovinare la quiete e l’armonia della tradizionale e tranquilla vita sociale. Con questo non voglio dire di non investire sul territorio ma farlo con le giuste precauzioni e cautela, per potere ospitare e accogliere i tanti paesani fuori e qualche turista quanto basta per creare reddito e vitalità.
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"Il Vecchio"
ore 19:11 [ ] |
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07.01.2008
EMOZIONI FORTI IN FONDO AL CASSETTO DEI RCORDI "QUELLE VERE"
Emozioni forti in fondo al cassetto dei ricordi “ quelle vere” Il perché arrivati a mezzo secolo si trova l’esigenza di raccontare, o scrivere esperienze ed emozioni del proprio passato, secondo me forse ti da la forza di superare altre difficoltà, magari è solo autoconvinzione, comunque sia, ho capito che a me fa bene, mi da la carica di superare altre difficoltà e di andare avanti, come dice qualcuno non ci può essere futuro senza passato. Non devo fare grandi sforzi di memoria, perché questi ricordi affiorino, tanto mi danzano sempre nella mente. Ad onor del vero, il primo non so esattamente se è un vero ricordo, forse me lo sono ricostruito nella mia immaginazione sentendone parlare in famiglia, inventando scene e personaggi. Mi riferisco alla prima mia avventura da turista a Catania. Mi sono perso e attraversavo le strade con il rischio di essere investito, come fa di solito un cucciolotto di cane, obbligando gli automobilisti a brusche frenate rischiando tamponamenti a catena.( La stessa esperienza la ripetuta mia figlia Daniela quando aveva cinque anni ed eravamo in giro per Siena. Con una sola differenza lei diceva alle persone che aveva perso i genitori non che si era persa lei. Fortuna volle che eravamo in giro con lo zio Maresciallo che nel giro di pochi minuti mobilitò Carabinieri, Polizia e Vigili Urbani. Il panico durò pochissimo grazie a questa segnalazione tempestività e dell’ottima organizzazione delle pattuglie.)Un altro flesch che mi torna in mente spesso, chiudendo gli occhi è quando avevo tre o quattro anni al massimo.Un ritorno a casa di mio padre dopo la lunga assenza, che l’essere pastore gli implicava. Un giorno stavo giocando con i compagni di strada, Enzo e Antonio sui gradini della casa di mia zia Santa, che si trovava di fronte la mia, tre case più in su. Ad un tratto sentiti i zoccoli di un cavallo Enzo gridò: “Mario to patri c’è.”Io ero di spalle mi girai di scatto, lo vidi spuntare all’inizio della via, e gli corsi incontro, lo raggiunsi all’altezza della casa di mio zio Michelangelo, che abitava proprio la casa prima della mia. Senza scendere da cavallo chinò la schiena quanto bastava per arrivare a prendere le mie manine che si levavano in alto quasi volessi volare per raggiungerlo. Fu proprio quella la sensazione che provai quando di colpo raddrizzò la schiena e in un attimo mi ritrovai fra le sue braccia. Il cavallo fece ancora quattro passi, che già era arrivato ma io da quel cavallo non sono sceso ancora oggi. Mi basta ricordare quel momento che mi emoziona ancora adesso e gli occhi mi si riempiono subito di lacrime, perché quel gesto è uno dei pochi ricordi che ho di mio padre.
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"Il Vecchio"
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07.01.2008
Pagina di storia
PAGINA DI STORIA Caro Grillo, quanto tempo che non sentivo il tuo canto. Sono d’accordo con l’iniziativa. Come potrei non esserlo, avendo io contribuito a scrivere una pagina di storia di Castelbuono sulla sensibilizzazione e sulla crescita culturale ed ecologica del paese. Parliamo di vent’anni fa. Ero in vacanza con la famiglia (diciamo vacanza perché ero in ferie, ma io in fondo al mio cuore la consideravo missione perché andavo a trovare le cose a me più care: la mamma, i fratelli, gli amici, il paese tutto). In un serata normalissima per voi, ma romantica per la mia famiglia, perché passeggiando lungo il corso ci stavamo gustando un cono gelato da vacanzieri, avevo preso alla piccola la coppetta per evitare che si sporcasse. Dopo tre o quattro “rullate” (passeggiate, chiama come vuoi il vai e vieni lungo la piazza e il corso) mi accorsi che Daniela aveva ancora in mano la coppetta vuota con la quale giocava; le dissi: “Daniela butta via la coppetta”. Lei prontamente: “dove papà?” “Nel primo cestino che trovi”, “Ma non c’è n’è uno in tutta la piazza!” (Per tutta la piazza lei intendeva lungo tutto la passeggiata, Di supra u ponti o castieddru.). Mi feci dare la coppetta, dicendole che avrei guardato bene io. Mi fidavo della mia bambina, però una verifica scrupolosa lo fatta comunque perché volevo tanto dirle di guardare bene la prossima volta. Ma aveva ragione lei, lei piccola come era di sei anni. Incrociando il capo dei Vigili gli chiesi: “Scusi Comandante dove posso buttare questa coppetta? “Al primo cestino” mi rispose brillantemente! “Non c’è ne uno in tutta la piazza”. La mia sicurezza nella risposta lo convinse, si levò il cappello e mi rispose: “Buttala qua, se non vuoi fare tanta strada. Altrimenti in via Cefalù c’è un cassonetto gigante”. “Grazie molto, buona serata”. Ovviamente non gettai la coppetta nel suo cappello, ma la schiacciai e feci un reso al mio caro amico Martino. L’indomani, per prima cosa, andai in comune a parlare con il Sindaco, allora Professore Cipolla. Gli raccontai l’accaduto. La sua risposta fu impressionante. Mi disse le testuali parole: “Cosa ci vuole fare, qua noi siamo tutti porci!”. Con voce velata dall’ironia continuò: “Aspettavamo voi del nord per farcelo notare” “Un cazzo” risposi io, “lei sta umiliando un cuore Castelbuonese”. Ha capito che non stavo scherzando e ha cercato di spiegarmi che era un questione di fondi. “BALLE!!”, dissi, “è questione di crescita culturale e volontà politica. VOLERE E’POTERE. Se è solo una questione economica faccio io da sponsor per l’acquisto dei cestini. “Vada via!” mi ha detto, “lei ha già fatto tanto. L’anno prossimo, quando verrà in ferie, troverà i cestini. Questa è una promessa!”. E devo dire che è stato di parola. Esagerò pure, facendo mettere un cestino ogni venti metri non solo il piazza, ma per tutto il paese, anche per le strade interne. Fu questa, infatti, la prima cosa che notai l’anno successivo. C’era, però, una cosa che vedevo indecorosa in quell’iniziativa positiva: vedevo poco senso civico. Questi cestini erano pieni di rifiuti, stracolmi di porcherie anche per terra. Non ho resistito un giorno perché l’indomani andai subito dal Sindaco a congratularmi per aver rispettato la promessa, ma nello stesso tempo lamentai il fatto, suggerendo che al posto dei rifiuti, ogni venti metri per accogliere meglio i turisti e i paesani provenienti da fuori, io avrei messo una fioriera. “Ma a lei non gli va mai bene niente!”, mi ribattè. Non aggiunsi altro e lo ringraziai anticipatamente perché avevo capito nel suo sguardo assente l’immagine di cosa aveva appena ascoltato. “Auguri e buona vacanza”. Cosi mi salutò. Per me è stato grande motivo di orgoglio perché non avevo educato una bambina a rispettare l’ambiente, ma erA stata lei con la sua innocenza a farmi fare una battaglia per educare un paese intero al rispetto del loro ambiente. Non potrete mai immaginare la gioia che ho avuto l’anno dopo entrando in paese con la macchina; cominciando da Km 1, ogni venti metri una fioriera in legno che si armonizzava perfettamente con il paesaggio montano, come il nostro. E non più rifiuti che tracimavano, perché avevano pensato alle botticelle con il tappo. Come vedi, caro Grillo, il vecchio ha sempre seguito gli insegnamenti della mamma Vincenza che non solo non buttava la carta per non sporcare, ma la piegava e all’occorrenza la riciclava. Questa è una pagina di storia portata alla luce non per manie di grandezza, ma per dare un insegnamento a tutti. Ogn’uno di noi ha delle potenzialità. Se usate per il bene comune si realizza una crescita scontata. Grillo, amplifica la mia voce.
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"Il Vecchio"
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28.12.2007
Il vecchio incassa, riflette e cresce
25 Dicembre 2007 [8.30, mattina] Per Tommaso “Il vecchio” Incassa ,riflette e cresce Tutti abbiamo un grande fratello, anche il figlio unico perché il padre si sostituisce al grande fratello. A volte, però, ci sono dei casi in cui è il grande fratello che sostituisce il padre non per sua precisa scelta, ma solo perché lui viene a mancare. Non è facile trovare le parole per poterti ringraziare. Non hai scelto tu di diventare capo famiglia, ma ti ci sei ritrovato. Devo dire che sei stato il “grande fratello” che ognuno sogna di avere . Per noi tutti, oltre che un sostegno, sei stato è sei un riferimento e una guida di semplicità, di bontà, di generosità, di grande onestà e correttezza. Sei dotato di grande senso di responsabilità e soprattutto grande senso della famiglia. Devo dire con sincerità che questi valori tu c’è li hai trasmessi . È fondamentale precisare che solo con il tuo esempio e il tuo impegno sei riuscito ad aiutare la mamma ha portare avanti la baracca. Non ti ho mai sentito dire una parolaccia, non ti ho mai sentito lamentare. L’unica imprecazione che ho sentito uscire dalla tua bocca è stata “mannaggia”; oggi forse non dici più neanche quella. Anzi no! voglio essere corretto fino in fondo: del resto è un tuo insegnamento. Uno schiaffo una volta l’ho preso. Non l’hai neanche motivato. Mi dicesti solo: “Rifletti, capirai da solo”. Io incassai lo schiaffo senza fiatare, ma non ci misi neanche molto per capire cosa avevo sbagliato. Questo tuo ricovero improvviso per me è stato un altro schiaffo che io incasso ancora, rifletto e mi fa crescere ancora, e riesco a scrivere le parole che non sono mai riuscito a dirti. È anche vero che sono i gesti e quello che c’è nel profondo del tuo cuore che contano, ma non sono riuscito a tenermi tutto dentro. Questa è ricchezza da elargire con generosità e condividere con altri. Ciao grande fratello ti voglio bene. Oggi giorno di Natale prima di chiamarti al telefono ho voluto farti dono di questo tesoro che ho sempre conservato per me, non è per niente facile trasformare un sentimento in parole che tutti possono capire. Io c’ho provato. Il messaggio è molto profondo, del resto stiamo parlando di sentimenti. Ciao un abbraccio forte con l’augurio di una veloce guarigione.
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"Il Vecchio"
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22.12.2007
Ricordo di nonno Pasquale
Straordinario è il ricordo che ho di mio nonno Pasquale. Avevo tre o quattro anni. Eravamo in campagna (o vuscamientu) e lui stava costruendo u pagliaru oggi bungalow. Intanto che raccoglieva le pietre che c’erano nel podere, io mi mettevo in mezzo perché volevo aiutarlo e lui inizialmente mi faceva prendere i sassi piccoli poi cominciava a spronarmi e mi faceva prendere sempre più grossi fino a quando arrivai a dire “nonno chista un‘ ma firi a isarla” e lui mi rispose con una semplice frase “ tu dicci votati petra ca idda si vota” e io ancora “non c’è la faccio, è troppo pesante” e lui ancora “si tu s’a petra a vo girare veramente c’haddiri:” vòtati petra!” convinto però!” ed io puntando la mia piccola spalla alla pietra che era già grossa come me, convinto gridai voooooooooootati petra! Con tutta l’energia che il mio corpicino disponeva e fu così che la pietra incomincio a girare. E fin da allora ogni volta che devo fare qualcosa di impegnativo mi ritorna in mente sempre quell’episodio, e penso proprio che fu quello l’inizio in cui cominciai a forgiare il carattere e la volontà, anzi la forza di volontà.
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"Il Vecchio"
ore 18:35 [ ] |
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10.12.2007
Lettera ad un bambino appena nato
LETTERA AD UN BAMBINO APPENA NATO AL PICCOLO NICCOLO’ Sei così piccolo, così minuscolo, fragile, sereno e innocente. Capace già di creare disordine nei miei sentimenti . Adesso che ho trovato il posto anche per te nel mio cuore, sei riuscito anche tu come tua madre a farmi piangere di gioia, per il tuo arrivo e di malinconia e tristezza, perché penso a mio padre che non ha potuto gioire,così come ho fatto io con te cullandoti nelle mie mani e non stringendoti fra le braccia come si sul dire, più avanti capirai da solo perché . il tuo arrivo facendoci diventare nonni(che parolone) ho sempre pensato ai nonni come persone anziane.Tu invece hai portato una ventata di freschezza e di giovinezza, facendoci rivivere momenti piacevoli passati ma mai dimenticati.Nonno mi fai sentire grande intendiamoci tra parentesi (Grande sta per potente,immenso.)Anche se paragonato alla vastità del mare io per te sarò sempre una piccola boa dove tu piccola barca, durante il percorso della tua vita,che ti auguro serena e piena di momenti felici,perché ci vogliono anche quelli credimi. In ogni caso,quando vorrai potrai sempre, in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo attraccare. Presto imparerai a conoscermi, molto presto . Con me si parla subito e si cammina prima di aver compiuto l’anno. Buon viaggio piccola stella. NB. Come vedi prima ti ho chiamato barca ,adesso ti ho salutato stella,sono due cose che si muovono in quello che di più grande io conosco il cielo e il mare,se poi aggiungi che tu oltre hai anche il mio amore che è immenso chi mai potrà fermarti. Ciao(capirai bene quello che ti ho scritto quando diventerai nonno perché l’emozioni raccontate non sono mai come quelle vissute.
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"Il Vecchio"
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26.11.2007
Oggi parlo di te
Oggi parlo di te. Non è difficile. Chiudo gli occhi, ti vedo comunque. Non passa giorno che non mi soffermo a guardarti. Non so neppure se ti sei accorta tu di me. Io ti rispetto, tu mi proteggi. Io ti ammiro, tu mi stupisci. So per certo che questo piacevole stupore Oggi sì…si può chiamare amore. Ogni giorno ti guardo e ti vedo sempre diversa. Quasi lo fai per farti notare. Non lo fai apposta, per te è normale. Sono io che dico che è naturale.
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"Il Vecchio"
ore 18:35 [ ] |
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25.11.2007
amore o amicizia
I sentimenti non sono controllabili. Non si vedono, non si sentono e si vivono così come vengono. Non hanno un costo. Sono gratuiti proprio come l’aria e il vento. Anche loro non si vedono, ma si sentono. Si avvertono e si comportano proprio come i sentimenti. Ti possono fare bene o male proprio come l’amore e l’amicizia. L’amore è la ricchezza più grande che c’è e che ti da la forza di vivere. Io conosco la mia vita e ho sentito e sento l’amore e l’amicizia quindi ne posso parlare. L’amore ti riempie il cuore ma non è come un pieno di benzina che riempie il serbatoio e si consuma col tempo. Anzi è proprio l’inverso. Con il tempo aumenta se questo non succede hai usato un termine che non conosci. Se conosci questi sentimenti puoi fare tutto. Come la potenza e la forza del vento. Immagina la forza dell’amore di una mamma e di un papà che non si fermano davanti a niente per proteggere e aiutare i propri figli. L’amicizia è come il bicomponente chimico che una volta miscelati bene diventa forte come il cemento armato. L’amico è quello che sa ascoltare senza neanche interromperti, che ti aiuta senza che tu glielo debba chiedere. L’amore che ho sentito è quello di mia madre non perché è mia madre ma per quello che ha fatto per me e per altri. Per quello che ha saputo sopportare e affrontare dopo la morte del marito. Quello che sento è per la mia famiglia, per mia moglie, per chi mi circonda [non gliel’ho mai detto, sono riuscito a scriverlo perché non conta quello che dici, ma quello che fai]. L’amore è come il virus del raffreddore. Se sei vicino ad un ammalato ti contagia e la stessa cosa succede se sei stato o sei vicino a chi ti ha amato o ti ama. Rimane contagiato; impari ad amare a differenza del virus che lo curi per farlo andare via l’amore lo curi per potenziarlo. L’amore è come un cero. Per quanto lungo mentre arde si consuma e muore; la fiamma dell’amore fugge il tempo, avvampa e riempie il cuore
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"Il Vecchio"
ore 23:44 [ ] |
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18.11.2007
Il vecchio disse: Niente fiatone, niente sudore.
La trovi se fai del bene. La trovi nella ricchezza dei sorrisi che dispensi. La trovi nei gesti quotidiani; nella carezza, nella pacca sulle spalle; in uno sguardo, in un battito di ciglio. Non si può ereditare, nemmeno comprare. Siamo noi che con il nostro comportamento, col nostro modo di fare, possiamo farla crescere e radicare dentro di noi. Non dobbiamo cercarla al di fuori di noi; solo se stai bene con te stesso riesci a star bene con gli altri. Questa è la strada giusta per vivere la felicità senza rincorrerla.
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"Il Vecchio"
ore 00:35 [ ] |
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19.10.2007
Strane realtà
Strane realtà (1)
Quella che ho visto recentemente è una cosa fuori dal mondo. Voglio proprio raccontarla a tutti.
Si mormora che il paese è piegato da un forte malattia; si dice che ci sono pochi posti di lavoro, che cè gente che piange per la disperazione e non sa come fare ad arrivare a fine mese. Sì, ho visto piangere, ma non era un semplice lavoratore; era una ragazza titolare di unazienda, confusa per il troppo lavoro. Un ragazzo che lavora lì da otto anni (non una settimana, neanche un mese, ma otto anni) non è ancora autosufficiente nelle mansioni da svolgere. La superficialità e il menefreghismo lo portano anche a rispondere male: Ma perché lo devo fare io? Non lho può fare laltro operaio?. Poi una goccia fa traboccare il vaso: Io questo non lo faccio! Piuttosto me ne vado a casa!!. Al che la ragazza, nella sua disperazione, coglie la palla al balzo e gli mette sotto il muso la lettera di dimissioni. Lui, sentendosi grande, accetta subito di firmare. E meno male dico io, se no il peso dei comportamenti di quel ragazzo in azienda sarebbero diventati ancora più insopportabili, rischiando veramente lesaurimento per la povera Mara. E questa è lItalia di oggi: il lavoro manca; chi ce lha lo snobba. Sarà contento adesso quel giovane, che dovrà cercare una nuova occupazione e farà la stessa fatica che tutti dicono di fare? Da domani saranno i tanti più uno scemo.
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"Il Vecchio"
ore 23:48 [ ] |
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18.10.2007
sedersi al bar o mettersi in gioco?
Io, per dieci anni (e dico dieci anni), mi sono imposto perché volevo cambiare la società; volevo modificare quel sociale che avrebbero frequentato anche i miei figli, quella comunità in cui tuttora vivo. Credetemi se vi dico che cero quasi riuscito. Poi, quando il Potere Forte ha capito che io avevo conquistato la simpatia e la stima della comunità (siamo nel periodo di tangentopoli) mi ha coinvolto nelle elezioni comunali. Hanno inserito anche me in una lista civica perché loro non avevano facce pulite da presentare.
Mi rifiutavo di credere che persone provenienti da estrazioni diverse non potessero trovare una soluzione per migliorare la vita economica del paese e lo stile di vita del sociale. Se noi iniziamo, gli altri ci seguiranno mi dicevo. Così in assemblea ho detto cominciamo da Canegrate. E partendo da queste mie parole nacque il nome della lista civica.
La favola è durata solo dieci anni perché appena ho avuto un problema di lavoro e non ho più potuto finanziare la società di calcio che era stata la partenza dell isola felice tutto si è dissolto.
Pensavo che, attraverso lo sport pulito, laggregazione dei genitori (e con loro di tutta la popolazione) era garantita. Formai, così, 11 squadre tra bambini, ragazzi e ragazze (anche una squadra femminile).
Ero arrivato ad uno scopo ben preciso: la fratellanza, lessere comunità. Sembravamo una sola famiglia anche allinfuori dellambiente sportivo. Perché tutto è finito? Perché luomo per natura è un grande opportunista. Se trova il sistema per non spendere diventa subito amico. Io, che mi sono imposto per creare questa famiglia e mi sono esposto personalmente ed economicamente, mancando questultima parte, da leader trascinatore che ero son diventato nessuno.
Tuttavia, dal mio grande sforzo, ogni tanto, quando meno me lo aspetto, arriva un saluto. Quando mi giro vedo uno di quei bambini che con cura ho coltivato. Questo fatto mi riempie di gioia e di speranza: chissà mai se sono riuscito a clonarmi in quei bambini diventati grandi. E chissà se in futuro non ci sarà un singolo Mario, ma un gruppo di soggetti che la pensano come me.
Nel frattempo, mi ritrovo da solo con le mie idee che non cerco solo di divulgare in questi interventi (serviranno a qualcosa?), ma che sono sorrette da esperienze concrete, da prove empiriche.
Gino Paoli, nella celebre canzone, partiva con lidea di cambiare il mondo. Era accompagnato da tre amici che ad uno ad uno (sempre per interessi più vicini a loro) lhanno abbandonato. Non demorde, però, il vecchio Gino e continua con altri quattro amici (rimanendo, comunque, sempre seduto a quel bar). Funziona davvero questo comportamento? Sono più fiducioso io nei miei 300 ragazzi, che nei quattro amici e in una manciata di parole.
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"Il Vecchio"
ore 23:45 [ ] |
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14.10.2007
A chi legge
A chi legge.
Lo spirito con il quale io tratterò gli argomenti, sarà di estrema libertà e sincerità.
Argomentando con il frutto di esperienze vissute, inquinerò le menti di chi mi legge. Contrariamente allinquinamento che tutti voi già conoscete, quello che deturpa, che rovina, che avvelena; quello che uccide, io vi salverò la vita. Ancor di più avrete voglia di viverla.
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"Il Vecchio"
ore 17:09 [ ] |
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13.10.2007
lode a Cristian
Non lo so con certezza, ma forse sono stato l'ultimo con il quale,quel venerdi sera, hai parlato di lavoro, allo studiolo.
Davanti a te, uno schermo gigante metteva in risalto le maestose vette del Monte Bianco.
Mi ricordo come fosse adesso,io ti dissi:"Basta mettersi un ventilatore dietro le spalle per avere l'impressione di essere lì a calpestarle."
Fu allora che mi parlasti di quel progetto.
OH, come avrei voluto che quel progetto non rimanesse solo nella tua mente!
Fu così che me ne parlasti ,prima di quell'indimenticabile week end da cui non portasti piu indietro il tuo corpo.
Ma la tua anima è rimasta in me, insieme a quel progetto di staffe per appendere dei fossili che avevi recuperato nelle tue ultime vacanze in Egitto.
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"Il Vecchio"
ore 21:36 [ ] |
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07.10.2007
E' giunta l'ora
E arrivata anche per me lora di cominciare a scrivere anche se, in verità, in passato ho già scritto, ma non su un blog . Scrivere non lo sento come un semplice piacere, ma come un bisogno, quasi una necessita . Ho sempre consigliato ai figli e ai nipoti di scrivere sempre e in ogni caso: scrivere lodi o semplici emozioni, o scrivere per scaricare tensioni accumulate. Se un domani proveranno anche loro le mie stesse emozioni, o si troveranno nella stessa situazione, saranno avvantaggiati almeno per due motivi: (1) avranno meno da scrivere e (2) saranno sicuramente allenati.
Io, che scrivo di rado, uso la penna come se fosse un attrezzo di lavoro (di quelli che uso ogni giorno); di tanto in tanto mi devo fermare, non per pensare cosa scrivere, ma per fare riposare la mano.
Ciao a tutti, Mario.
PRESTATEMI attenzione!
Avrò tante cose da raccontarvi e dalle quali prendere spunto per delle riflessioni.
Qualcuno sentirà la mia voce?
Qualcuno leggerà ciò che scrivo?
A me fa bene scriverea voi potrebbe far bene ascoltare.
In ogni caso, dopo questa mia prima, già sento di stare meglio.
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"Il Vecchio"
ore 11:09 [ ] |
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