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Possiamo comprare... il piacere, ma non l'amore; gli spettacoli, ma non l'allegria; un servo, ma non un amico; una casa, ma non un focolare domestico; il cibo, ma non l'appetito; le medicine, ma non la salute; i diplomi, ma non la cultura; i tranquillanti, ma non la pace del cuore; i favori, ma non il perdono; i titoli, ma non l'onore; il benessere (materiale), ma non la felicità; la terra, ma non il cielo. Anonimo Penso proprio che nessuno possa discutere ,quello che dici risponde a verità non posso che condividere e farne sempre più tesoro di queste verita ciao Simonetta e grazie. "Il Vecchio" buona riflessione anche a Voi |
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PROVARE PER CREDERE Vi piace lasciare spazio agl'imprevisti, anche perchè non è facile prevederli, e se no, non sarebbero imprevisti, solo l'esperienza, professionalità, e saggezza, Vi possono a volte aiutare a programmare un imprevisto, mi spiego meglio… pensare che una determinata cosa, ti può accadere, e un modo semplice di risolvere un problema. Ecco che allora se ti accade veramente sai già pronto e sai come risolvere l’imprevisto fatidico, previsto a sua volta che poteva capitare. Un saluto a tutti “Il Vecchio” AH!!!! Scusate la latitanza un’imprevisto non calcolato mi ha distratto, rubandomi parte di quel poco di tempo che Vi dedicavo, ancora tante scuse e un saluto caro ancora e grazie a tutti per la vostra amicizia |
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Trentacinque anni …..e non è cambiato niente. Straordinario, veramente. Dopo cosi tanto tempo, sembra quasi il tempo si sia fermato a quel lontano 1974, quando per la prima volta presi il treno per varcare lo stretto alla ricerca di un futuro Migliore, stesse condizioni, stessi disagi, stessa disponibilità nelle persone, di aiutare il prossimo con tanti bagagli a trovare una soluzione ottimale sia per i bagagli, che per loro stessi. La prima tappa del viaggio, fino a Roma, è proprio da dimenticare, in quanto si era in assenza totale di aria condizionata, treno sporco e assai affollato, ad un certo punto stanchezza inclusa ti addormenti ,e non ci pensi più ai disagi. Arrivati a Roma il cambio del treno è stato vantaggioso per due motivi più pulito, aria condizionata quasi funzionante. Straordinario è stato l’incontro con due splendidi ragazzi napoletani, Stella e Domenico che con loro semplicità e simpatia ci hanno accompagnati nel viaggio fino a Milano. Loro salivano per andare a San Siro per vedere il derby, milanisti sfegatati tanto da affrontare un viaggio cosi precario per seguire la squadra del cuore, questo si che si può chiamare amore. Una cosa che mi ha colpito molto è stata la gioia che affiorava da questi due volti felici per l’occasione della trasferta ma entusiasti per il loro modo di raccontarci la vita, il loro rapporto con la nonna, molto legato, quanto lo era per i loro genitori, abbiamo parlato di ricette, e quà devo dire, come avevo promesso a Stella che l’avrei scritto, ho imparato una nuova e bellissima ricetta, che più che bellissima sarà buonissima e si chiama : “ Immelanzani a pullastrell” . Si affetta la melanzana e si frigge, poi si mette in mezzo prosciutto, provola affumicata e salame, si avvolge con un filo e poi si fanno gratinare in forno e……. buon….appetito… Come un viaggio cominciato in modo da dimenticare, si fa ricordare grazie a due giovani che nonostante tutto riescono ancora a sorridere e dare gioia a chi gli sta vicino… grazie Stella,…. grazie Domenico,…. Ha !!! dimenticavo, una cosa è cambiata, tutti avevamo il cellulare. Ciao a tutti e buona riflessione, e importante nella vita sapere trovare anche nelle cose negative, cose piccole che ti lasciano il segno ,e che non scordi più perché ti hanno regalato briciole di felicità, sta sempre a noi saperle assaporare ciao a tutti “Il Vecchio” |
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SOLO CRESCENDO IMPARI . . . . . . E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose . Non e' quella che si insegue a vent'anni , quando , come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi . . . La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente , non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari . . . , la felicità non e' quella di grattacieli da scalare , di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova . Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose, e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità , che bastano le note di una canzone , le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore , che bastano gli aromi di una cucina , la poesia dei pittori della felicità , che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve . E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi , di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore , che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi , e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto , che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno , e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri . E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate , di piccole scintille allo stomaco , di presenze vicine anche se lontane , e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore , e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi , sfornellare in cucina , leggere una poesia ,scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami . E impari che sentire una voce al telefono ricevere un messaggio inaspettato , sono piccolo attimi felici . E impari ad avere , nel cassetto e nel cuore , sogni piccoli ma preziosi E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità . E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami . E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri , che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia . E impari che nonostante le tue difese , nonostante il tuo volere o il tuo destino , in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo - grande Jonathan Livingston . E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. E soprattutto quando hai capito.che la felicità non la trovi solo fuori di te ma puoi farla radicare dentro di te, per poterla vivere gioendo solamente donando gioia e conforto anche a chi non te lo chiede. Buona riflessione a tutti, un sacco di bene. “Il Vecchio”
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Parole dettate dal cuore Non ti auguro un dono qualsiasi ti auguro quello che i più non hanno. Ti auguro tempo per divertirti e per ridere Ti auguro tempo per il futuro e per il tuo fare e per il tuo pensare. Ti auguro tempo per non affrettarti e correre ma tempo per essere felice Ti auguro tempo non solo per trascorrerlo Ti auguro tempo perché te ne resti Tempo per stupirti e tempo per fidarti e non solo per guardare l’orologio. Ti auguro tempo per toccare le stelle per sperare sempre e per amare Ti auguro tempo per vivere ogni tuo giorno ed ogni ora come un dono. Ti auguro di avere tempo …tempo per la vite. È questo il mio buon giorno, un bacio a te cara amica mia. L’AMICIZIA è uno dei sentimenti più belli da vivere perché da ricchezza, emozioni e complicità e perché è assolutamente gratuita…Ci si sceglie, si costruisce una sorta di identità. Si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti centinaia di km. Quando l’amicizia ti attraversa il cuore lascia un’emozione che non se ne va non so dirti come, ma succede solo quando due persone fanno insieme un volo che ci porta in alto, oltre l’altra gente,come fare un salto nell’immensità e non c’è mai distanza se tu sei già con me. Per un amico o amica che sia Potessi fermare il tempo lo farei affinché i momenti più belli siano gioia sempre viva Potessi prendere un arcobaleno dividerei la sua bellezza nei giorni malinconici Potessi costruire una montagna te la donerei lì magari possiamo condividere i sorrisi e le lacrime della vita Potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare in attesa che si sciolgano come il sale Tutto ciò però è impossibile per me Non posso fermare il tempo, costruire una montagna prendere l’arcobaleno luminoso. Lasciami essere ciò che so essere un semplice amico. E sicuramente conoscete il detto chi trova un amico trova un tesoro ,ti puoi considerare ricca perchè un vero amico adesso c’è l’hai anche tu ciao a tutti “Il Vecchio”……..rimbambito ……..,dice sicura mia moglie che mi siede accanto intanto che sto scivendo questo post |
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Voglio comunicare a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscermi di passare giornate serene, ore serene, per non dire attimi sereni . Constatato il momento di quanti ancora senza lavoro, di quanti con problemi familiari ,di quanti rimasti magari con un lavoro,… ma soli dentro , soli nel cuore, soli nella mente, e che magari sostengono di essere finalmente liberi da condizioni, liberi da oppressioni, liberi da frustrazioni, ma profondamente soli. Soli è come vivere nel buio,lasciate uno spiraglio per fare entrare un po’ di luce, che sarà quella stessa luce che vi darà la possibilità di rientrare nel giro della normalità che a mio avviso e ancora una grande cosa . Ciao a tutti e buona riflessione ciao …ciao… “Il Vecchio” |
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Solo coloro che passeranno a leggere, saranno gratificati in prima persona per gli auguri sinceri che faccio in questa occasione Pasquale,anche se sento e avverto che questo mondo virtuale non è che tale e quale al mondo che vivo giorno dopo giorno ora dopo ora ma sopra tutto mi sono talmente abituato a sentire il mio respiro che a volte adesso provo anche i due minuti di apnea per arrivare nella profondità dell'anima e sentire cosa cambia intorno a me stesso e dentro di me ,mi accorgo che sono sempre gl'altri. un consiglio voglio darvi in questo giorno particolare ,di festa ,anche se la festa quest'anno e stata meno sentita per via del terremoto e con notizie angoscianti a tutte le ore dicevo del cosiglio è cercate di capire chi veramente vi vuole bene ,è fondamentale ,guardate da che parte arrivano le giuste proposte i giusti consigli ,imparate a essere più riflessivi ,a volte chi vi consiglia vi conosce anche poco e per questo non viene preso in considerazione ,o viene del tutto snobbato ,sembra quasi vorrebbe rubarvi qualcosa ,si è vero vuole strapparvi un sorriso ,vuole regalarvi la serenita vuole rimettere in moto ,e non frenare la vostra corsa verso la tranquillità e la normalita nel perseguire i vostri sogni .Se trovare un amico anche se pure virtuale ,visto che a mio avviso cambia poco non perdete l'occasione ,sappiate valutare e se serve contate fino a dieci prima di prendere decisioni che possono chiaramente farvi male . Ciao a tutti e buona riflessione "Il Vecchio" fatelo sapere a tutti ciao ....ciao.... |
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Piccola storiella ; Grande la morale
Leggendo quà e là mi ero imbattuto in questa piccola storiella, che oggi vi Piccola propongo. Io lo trovata bellissima, spero che anche a voi piaccia . Buona lettura. Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa. La vecchia sorrise: “Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono le crepe e i difetti che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è, e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Posso solo aggiungere che arrivati ad essere consapevoli delle proprie capacità quelli che sembravano apparire difetti possono diventare pregi, e ti forgiano un carattere quasi inimitabile a voi la possibilità di provarci per credere, intanto buona riflessione ciao a tutti “ Il Vecchio” |
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E’ diventata attualità ….purtroppo… OK!! parliamone. E’ semplicemente aberrante quello che sentiamo tutti i giorni al telegiornale , e adesso sembra quasi diventato una moda, o sempre più una mania lo stupro. Secondo il mio modesto parere anche questa situazione e legata alla cultura e alla civilizzazione se cosi si può dire. Motivo sicuramente valido è anche il rapporto interpersonale, e familiare che oggi viviamo, è questa consapevolezza di libertà acquisita che è sbagliata, libertà non è solo posso fare ciò che si pensa, la vera libertà, è quando si riesce ad avere il pieno controllo della propria mente, possiamo anche dire che sia proprio il raggiungimento di una meta, dove il seguito e solo un piacere viverlo senza condizioni di passioni, vizi ,e mode. Non era questo il mondo che sognavo vivere da grande, quello per cui ho lottato e costruito nel mio piccolo( Grande ) intorno mi soddisfa e mi appaga,e guardare oltre che mi spaventa e mi fa sempre più paura. Ma io non demordo, non ho ancora finito con i figli e ho già iniziato con i nipoti la mia missione per far cambiare un pezzo di mondo che con la voglia e la passione di altri potrebbe veramente prendere un’altra svolta, un buon inizio è crederci, essere positivi nonostante tutto. Ciao a tutti e buona riflessione. Proprio oggi ho letto una mail che un’amica virtuale mi ha mandato,e secondo me sono questi i messaggi che devono circolare, e non le notizie che il TG ci fa assorbire dipingendo e pubblicizzando il male, mi da l’impressione come quelle poche gocce ci colore che l’imbianchino usa per trasformare la bianca e candida pittura in colorata, a sua discrezione se colori cupi ,o dei colori che ti danno la gioia di vivere. Ecco perché propongo di incollare in calce ai nostri post questo messaggio , e sono sicuro che nel giro di pochi giorni potrebbe girare il mondo, come sono certo che pochi pittori di quelli giusti potrebbero dare il giusto colore a questo mondo offuscato e cupo “Il Vecchio” Ciao a tutti e buona riflessione. -------Messaggio originale------- “Il Vecchio” propone Data: 20/02/2009 9.25.53Oggetto: riflessioni
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare. Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada. Alfred Souza dice:" Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un'affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita". Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici ma la felicità è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno. Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg., di prendere 5 kg., di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità e le gioie della vita non sono delle mete ma il viaggio. Un pensiero per oggi: Lavorate come se non aveste bisogno di soldi; Amate! Come se non doveste soffrire; Ballate, come se nessuno vi guardasse. Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande: Nomina le 5 persone più ricche del mondo. Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo. Nomina 10 vincitori del Premio Nobel. Nomina gli ultimi 5 vincitori del Premio Oscar come miglior attore o attrice. Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano! I vincitori si dimenticano! Adesso rispondi a queste altre: Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione. Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili
Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale. Nomina 5 persone con cui passi il tempo. Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi
. Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta! Tu, in che lista sei? Non lo sai?....Permettimi di darti un aiuto. Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio. Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, ma non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e guardarono indietro. ciascuno di loro. Una ragazza con la Sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: Adesso stai meglio? Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché? Perché dentro di noi sappiamo che: la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere,anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa.
Se invii questa e-mail, magari riusciamo a cambiare il nostro cuore e quello di qualcun altro. Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela.
Allora, cosa fai, invii o cancelli? No!!…copia e incolla se non sono solo io il tuo amico,aiutami con altri tuoi amici a colorare questo mondo con i giusti colori quelli dell'amore, so con certezza che lo farai . Ciao a tutti e buona riflessione |
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Puro il gesto, come la neve che ci ha sommerso. E’ successo ieri ma voglio lo stesso raccontarvelo, non voglio assolutamente che danzi solo nella mia mente. Mi stavo recando al lavoro quando ad un tratto a distrarmi dalla guida fu il gesto faticoso di un’anziana signora, che a fatica si piegava con in mano una paletta di plastica, per capirci, quella che tutti usiamo per la spazzatura, a raschiare la neve gelata non più candida e leggera di come era scesa giù regalandoci una dolce sensazione, ma era la neve ghiacciata spostata dallo spazzaneve, che aveva chiusa la sua macchina, bloccandola nel parcheggio del supermercato. Pensando alla scena che avevo visto, se nessuno l’avrebbe aiutata, sarebbe andata a piedi, perché sicuramente non poteva farcela, non esitai più di tanto, e alla prima traversa girai per fare il giro dell’isolato, e parcheggiando in modo, molto precario visto sempre la difficoltà che la strada innevata implicava, scesi dalla macchina, presi il badile che mi era servito in mattinata prima a casa e poi da Sabrina presso l’asilo per creare il vialetto che dal cancello d’ingresso porta all’ingresso della struttura, e quindi con quattro badilate liberai la macchina dalla neve, non più candida e soffice, ma un misto ghiaccio incatramato dalle polvere sottili che tanto respiriamo. Con voce soddisfatta, mi rivolsi all’anziana signora dicendo: “Buona giornata, lei è a posto”, notai sul suo viso come una luce di appagata gratificazione, e con un gesto di volermi ricompensare con mano la borsa mi disse: “Aspetti un momento, lei è stato cosi gentile, non so proprio come avrei fatto se non si fosse fermato”, Scossi il capo in modo continuo, proprio per dirle assolutamente no!!...no!!… non se ne parla nemmeno, lei mi ha già pagato con il sorriso sul suo volto pieno di gratitudine, buona giornata ancora, e mi diressi verso la macchina stavo per entrare in macchina, e una vocina, lenta e affannata ma indispettita mi disse: “Ma le sembra questo il modo di parcheggiare ?” ha ragione signora le chiedo scusa, volevo quasi giustificarmi, ma l’Anziana signora che già stava entrando in macchina per andare via mi disse: “ Non ci dia retta sa… tanto il bene fatto, non e mai ripagato abbastanza su questa terra”. Ebbi modo di pensare la mia cara mamma che sempre mi diceva : “Fai sempre bene ,e scordatelo, ma se fai male pensaci”, e scusandomi ancora con la signora che avevo infastidito per il mio parcheggio approssimativo ,salii in macchina e mi allontanai .
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Mai più avrei mai pensato, dovere giustificare il piacere e la gioia che un sentimento forte di amicizia mi regala, ma visto che sono stato aggredito per questo lo farò, non per giustificare ma per chiarire il mio comportamento apparentemente scorretto, ma limpido e sincero nel mio cuore, questo perdonatemi solo io posso sapere fino a che punto il mio linguaggio colorito e sdolcinato fosse usato per dare gioia e rendere la relazione piacevole al punto da sentirne la mancanza. Per motivi che tutti ormai conoscete, ma per chi non l’avesse fatto di andare nei primi post che ho scritto, io ve li ripropongo 07.10.2007 E' giunta l'oraE’ arrivata anche per me l’ora di cominciare a scrivere anche se, in verità, in passato ho già scritto, ma non su un blog . Scrivere non lo sento come un semplice piacere, ma come un bisogno, quasi una necessità . Ho sempre consigliato ai figli e ai nipoti di scrivere sempre e in ogni caso: scrivere lodi o semplici emozioni, o scrivere per scaricare tensioni accumulate. Se un domani proveranno anche loro le mie stesse emozioni, o si troveranno nella stessa situazione, saranno avvantaggiati almeno per due motivi: (1) avranno meno da scrivere e (2) saranno sicuramente allenati.Io, che scrivo di rado, uso la penna come se fosse un attrezzo di lavoro (di quelli che uso ogni giorno); di tanto in tanto mi devo fermare, non per pensare cosa scrivere, ma per fare riposare la mano.Ciao a tutti, Mario. PRESTATEMI attenzione!Avrò tante cose da raccontarvi e dalle quali prendere spunto per delle riflessioni.Qualcuno sentirà la mia voce?……..Qualcuno leggerà ciò che scrivo?……….A me fa bene scrivere a voi potrebbe far bene leggere.In ogni caso, dopo questa mia prima, già sento di stare meglio. 14.10.2007 A chi leggeA chi legge. Lo spirito con il quale io tratterò gli argomenti, sarà di estrema libertà e sincerità. Argomentando con il frutto di esperienze vissute, inquinerò le menti di chi mi legge. Contrariamente all’inquinamento che tutti voi già conoscete, quello che deturpa, che rovina, che avvelena; quello che uccide, io vi salverò la vita. Ancor di più……….. avrete voglia di viverla. La riproposizione di questi primi due post, è proprio per dimostrarvi che io sarei stato capace di cambiarvi la vita nel senso di mettervi di fronte a situazioni, che osservate da angolazione differente o solo limitandosi a fare delle semplici riflessioni avrei regalato a voi e avrei guadagnato io stesso sensazioni dolci e piacevoli perché conosco l’amore, che di per se è un sentimento astratto, ma se non con semplici parole, ma attraverso comportamenti, oppure semplici gesti, trovi piacere, ti si gonfia il cuore tu stai donando amore, a prescindere di chi ti sta di fronte. Io penso che amare non fa mai male lo ripeto per chi si distrae facilmente e non legge bene fra le righe dispensare sorrisi non costa nulla ma il ritorno degli stessi ti riempie il cuore di gioia, ti cambia l’umore, e a volte a pure il potere di aggiustarti le giornate no, e fino a questo punto non hai ancora tradito nessuno, io tradirei me stesso se non lo facessi.Fino a questo punto a parlato Mario, adesso parla “IL vecchio”che per rispondere a Marco e sempre la stessa persona, e siccome non si finisce mai di conoscere una persona, non bisognerebbe fare mai affermazioni che potrebbero essere smentite . E’ vero che quando eri piccolo ti ho sempre portato con me, preso in braccio, ma adesso che sei cresciuto e che non siamo insieme, quando siamo in mezzo alla gente come puoi tu affermare come io saluto gli amici che incontro, lo faccio sempre con abbraccio e bacio,quando e tanto che non ci vediamo e se è un contatto frequente oltre al ciao segue la pacca sulle spalle anzi due, al tempo di: “allora … come va?…..” Volevo Allegare, alcune mail che Marco giudica troppo impegnative ma ho preferito di no, vi dico solo che dovevo tenere caldo un cuore che si stava congelando pur essendo vicina al marito e hai figli in cambio vi propongo questa che non è niente male l’amore nella sua più interezza che niente e nessuno potrà mai scalfire. Come tutti dovrebbero sapere amare Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei'? L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei" Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai: 'Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita". Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno.Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l'ho appena fatto
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come DANZARE NELLA PIOGGIA!
Consiglio:”Sii sempre piú gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.” E questa persona potrebbe essere più vicina di quanto pensi. E’ più che certo che ricevere una mail cosi personale e carica di dolcezza non può che fare piacere ,ma in questo caso specifico era una scossa forte che dovevo dare ,e quinti ho mirato dritto al cuore ,come se dovessi conquistarla ,dovevo dimostrare che se in una copia il rapporto non funziona come noi vorremmo ,bisogna capire cosa ci manca veramente e fare in modo assoluto per arrivare ad avere queste mancanze ,un cuore che si raffredda e come un atleta che non si allena ,non può gareggiare , al contrario un cuore allenato ad amare,a dare gioia, capace di far trovare la serenità,e la voglia di riprovarci, a questa capacità di sapere amare e dispensarlo senza timore di essere graffiato da lasciarsi andare . E’ tutto, buona riflessione a tutti ,e auguri di un sereno anno che possiate trascorrerlo con la voglia vera di viverlo, vi abbraccio tutti . “Il Vecchio” Ah!! Dimenticavo di dirvi che io in quel vecchio mi ci riconosco |
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Lo svago diventa mania. Dovete sapere che, mentre voi andate a destra e a sinistra e esordite spesso con “ho avuto poco tempo per rispondere, per aggiornare il blog” etc, la vita qui procede tra lavoro e computer, pur essendoci dei nipotini che crescono e una moglie che guarda la televisione per conto suo. È questo eccesso (nei modi d’esprimersi, nel tempo di fronte al pc, nella mancanza di rispetto) il comportamento scorretto. Passiamo alle vere fonti che mi portano all’invettiva, giusto per farvi un’idea più vicina alla mia. Non citerò i nomi dei destinatari, solo le vivide parole de “ilVecchio”. Aggiungo, come ultima cosa, che alcune delle persone conosciute su internet (due che io sappia) intrattengono con lui anche conversazioni telefoniche. Fin qui nulla di male, se non fosse che tali telefonate vengono tenute all’oscuro, svolte lontano da casa, e i numeri di telefono sono memorizzati sotto falsi nomi. Eccessivo? Se si è alla ricerca di amicizia (cosa legittima), non c’è motivo di nasconderle. Questo comportamento deriva, a mio giudizio, dalla sua volontà di usare un certo linguaggio di cui è consapevole della pericolosità, tanto da occultarlo. Ho deciso solo ora di non pubblicare il testo degli sms e delle mail, sarebbe troppo (per chi voglia capirci di più e darmi un giudizio avvalorato dalle fonti, sarò molto contento di inviarle per e-mail). Tutto questo, comunque, per dire che è solo una questione di stile. Se si è in buona fede e il piacere sta solo nel dialogare con altri, nello scambiarsi opinioni etc, non è necessario un linguaggio che sconfina dal campo dell’amicizia. Specie se si è coscienti che può dar fastidio. Non ho mai dubitato della buona fede di mio padre. Il mio intervento è dovuto a quel modo d’essere che lo porta a fare finta di non vedere gli errori anche alla luce di discussioni e dati oggettivi. Qui la voce narrante si eclissa e dà spazio alla vostra. A tutti, Buon Anno. |
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Come vi comportereste voi se il vostro compagno vi chiedesse di non scrivere certe cose, o di scriverle in altro modo, con altri termini perché, colpa della cattiva gelosia, feriscono? Vi appellereste, come lui, al principio di libertà, oppure cerchereste di assecondare la compagna di vita e raggiungere un compromesso come, ad esempio, “scrivo comunque che ho molto piacere nel sentirla/i, ammettendo anche espressioni di dolcezza, ma evitando il continuo fraseggio da poeta stilnovista?” Qui si staglia una delle mie critiche più forti, per la quale farò uso delle stesse fonti oggetto del mio sdegno. Ammesso che una persona può provare sincero affetto per altre conosciute su internet, è fondamentale il tono che si intende usare nella comunicazione. Se chi scrive prova un sentimento – di amicizia – e usa un linguaggio che non è quello dell’amicizia, ma superiore, chi legge cosa capisce? Nei commenti si è ormai limitato al già citato “Dolce cara amica mia” et similia, ma nelle mail (e qui sconto qualsiasi pena che vorrete infliggermi per la mia violazione alla riservatezza) è andato ben oltre; cose che, a una lettura d’insieme, non ti possono fare credere ad una semplice amicizia. Nonostante questo, io credo ancora nella buona fede di mio padre, ma quando gli dico di evitare di usare un certo linguaggio che può essere frainteso dal destinatario – non essendo questo nella sua testa – lui si oppone, evita di parlarne e continua per la sua strada. Vorrei che voi diate il vostro giudizio a lui, per fargli capire che forse non ha sempre ragione come crede di avere. Immaginate poi (altra critica) un uomo che lavoro, che torna a casa e si piazza davanti al computer, prima e dopo cena (dopo pranzo e anche la mattina, prima di andare a lavoro), tanto che la moglie è costretta a stargli accanto al pc pur di non restare in soggiorno da sola a guardare la tv, come pure spesso accade. Immaginate questa scena: non vi sembrano ipocrisie, alla luce di questo, i vari discorsi sulla famiglia? Non vi sembra eccessivamente presente davanti al computer? Si arriva al punto che mia madre, stanca, toglie la presa del pc (e sono i giorni in cui non vedete nessuna mail nella vostra casella e nessun commento nei vostri blog). Purtroppo, in questo modo, si macchia anche lei di una colpa, che è quella di impedirgli totalmente di usare questo mezzo. Ma è una colpa indotta, che va capita. Finché mio padre non mitiga il suo approcciarsi al computer, inevitabilmente si avranno di queste colpe, con annesse liti in famiglia, che, quando “ilVecchio” non esisteva, non c’erano. Ma Mario è convinto di non fare nulla di male (e io gli credo) e continua imperterrito, commentando, scrivendo, per tutte le ore libere che ha a disposizione (spina del pc permettendo). Lui guarda lontano, come dice, ma è cieco nel proprio intorno. |
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Dicevo, Mario usa il pc, si diverte, sente per radio che tutti hanno un blog e decide di farne uno. Nasce l’idea di avere un blog, mi chiede notizie che do. La gestazione dura poco tempo: “ilVecchio” viene partorito con me come ostetrico. I primi post vengono dal sottoscritto corretti. Sono tutto sommato contento di vederlo intraprendere un’avventura nuova. Gli dico di non essere eccessivamente confidente perché il sistema dei blog non dico che venga usato per nascondersi dietro ad un’altra identità (questo è più un problema da chat), ma, se notate, in un blog, il suo genitore non si descrive – e non può neanche farlo – per quello che è, cioè per le miriadi sfaccettature della propria personalità. C’è chi si mostra solare, chi sempre triste, chi indurito dalla vita, chi il babbo di turno. Questo non è mentire, ma è mostrare un unico lato, seppur vero, del proprio carattere. Non è sbagliato, ma non si può pretendere di conoscere per intero una persona attraverso quello che scrive sul suo blog. Mio padre non è d’accordo in ciò. Pensa, invece, di poter giudicare la persona da quello che scrive – dall’eleganza verbale e dai temi trattati – non curante del fatto che altri aspetti, scopribili solamente da un contatto diretto nella vita reale, vengono celati. E da quelle parole si affeziona. Ma Mario non è “ilVecchio” il quale, invece, è solo un personaggio. “ilVecchio” rispecchia Mario nei contenuti del suo pensiero, negli eventi di vita, nei dati anagrafici, ma si distacca da Mario, ad esempio, nel linguaggio adoperato. Questo perché, a detta di Mario/ilVecchio, è necessario usare una terminologia diversa, quindi falsata*, da quella adoperata tutti i giorni e far uso di espressioni che mai, nemmeno con amici intimi, sono state impiegate. Per cui, ad esempio, non crediate che Mario sia quell’uomo che bacia e abbraccia e che a tutti dica “dolce cara amica mia”. Questo è “ilVecchio”, il quale fa cosi, non con cattive intenzioni, ma perché pensa di non essere compreso e accettato come amico se non si getta in smancerie di tal fatta. Ditegli che un sentimento si può esternare anche senza usare parole dolci e che un’amicizia va oltre al dato letterale e si è più bravi più si riesce a convincere una persona del proprio affetto senza ricorrere a vocaboli banali e scontati, perché, se Shakespeare insegna: “il più squisito miele diventa stucchevole per la sua stessa dolcezza e basta assaggiarlo per levarsene la voglia”. Attacco questo modo di essere, non solo perché mi sembra povero, ma perché da fastidio a chi gli sta intorno, in primis mia madre. Ne parlerò di seguito. *uso “falsata” e non “falsa” per la sottile differenza di significato che li distingue (o, forse, che io credo di attribuirgli). Falso non corrisponde al vero, è il contrario del vero. Falsato è termine che si riferisce all’immagine del vero. “IlVecchio” è un’immagine che non corrisponde appieno al vero (cioè a Mario); è un’immagine “falsata” di Mario perché non lo descrive in tutto ciò che lui è. |
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Continuiamo la narrazione: Mario apprende l’uso del pc, fa i primi commenti (in un italiano violentato) e prova piacere. Sia chiaro che non attacco chi non sa scrivere, ma chi non si sforza di migliorarsi, come mio padre. Più volte gli si dice di controllare ciò che scrive, più volte gli ho insegnato l’uso della punteggiatura, più volte ho corretto di persona, più volte, ancora, l’ho invitato a scrivere frasi brevi e comprensibili. La risposta: “è importante ciò che scrivo, non come lo scrivo”, senza accorgersi che la gente capisce un quarto di quello che viene detto e che il messaggio (banale o no che potrebbe essere) non è poi cosi chiaro. Ancora, se non le amo, accetto le “k” sul cellulare perché nascono da questioni funzionali (ahimè, i 160 caratteri). Ma qui in cui il tempo per scrivere c’è, e anche lo spazio è illimitato, un attimino di sforzo si può anche fare. Si, condanno la pigrizia. Non tutti devono scrivere bene (non mi metto tra questi – tra di voi c’è chi ha una forma sublime –, ma almeno mi impegno). Se mio padre si impegnasse, anziché vomitare frasi su frasi sconnesse per il piacere che gli da, lo preferirei. Ma questa parentesi sulla grammatica è una sciocchezza. Non scrivo certo per queste cose. Ci arrivo con calma. |
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“ilVecchio” non era nemmeno in programma un anno fa, all’incirca. Fino a quel momento il computer era quasi uno sconosciuto per Mario; l’uso di internet e delle sue risorse (indipendentemente dall’utilità di queste e da giudizi di valore che possono essere condotti) è stato fondamentale per fargli avere più confidenza con il pc. Sono stato io a introdurlo alla conoscenza del web, di un motore di ricerca, di un’enciclopedia come wikipedia, di altri siti e blog che reputo interessanti. Questo per fargli venire degli interessi che fossero un minimo diversi rispetto alla puntata settimanale di “C’è posta per te”. Ammetto che mi sarebbe piaciuto che nascessero in lui le mie stesse passioni, cosi da avere qualche argomento in più di conversazione, ma, costatato che ciò non è possibile, per indoli evidentemente diverse, non sono stato ad insistere troppo. Ero pago già del fatto che si sapesse arrangiare in una ricerca su Google. Ho sempre sperato, tuttavia, che in lui nascesse un minimo di spirito critico, di ricerca e di conoscenza. È triste, a mio parere, un uomo che si ferma a ciò che è e ciò che sa, senza migliorarsi credendosi già “Il migliore”. La sua obiezione consiste nel dire che sono le cose semplici le cose importanti della vita. D’accordissimo! Peccato che lui confonda la semplicità con la banalità. Se dico che “L’amore è un sentimento bellissimo” e che “il sorriso di un bambino dà gioia” chi mai oserebbe contraddire simili affermazioni? Non a caso i post de “ilVecchio” (che nascerà) sono sempre costellati da commenti positivi perché altro non si può fare. Semplice è l’argomento, banale la trattazione di questo. È un atteggiamento passivo e pigro quello di dire che le cose semplici sono le migliori, se non si indaga sulle cose complicate. Banale deve essere lo stadio da cui inizia una riflessione, non la fine. Cito Whitman: Quando iniziai i miei studi mi piacquero molto i primi passi, la semplice realtà della coscienza, le forme, la facoltà del moto, il piccolo insetto o l’animale, i sensi, la vista, l’amore; i primi passi, dico, mi sgomentarono e mi piacquero tanto che a stento ho proseguito, a stento ho voluto andare oltre, e sempre mi fermo e mi attardo a cantarli in estatici canti. Cosa vuol dire? Certo, è poesia, io la interpreto in un modo, voi come volete. Per me non è un elogio alla pigrizia, ma al sapere. Nemmeno è il consiglio “fermati all’abc”; lui, Whitman, d’altronde, a stento, ma ha proseguito; si ferma e canta, rende in poesia, che è uno stadio più evoluto del semplice parlare. La digressione, se volete inutile, vuole dirvi che continuare su questo blog e su altri a parlare, ma sempre e solo delle basi, senza approfondire, senza dire cose che possono essere contraddette, cose che possono essere appoggiate od osteggiare, e soffermarsi, invece, alla base, senza voler nemmeno sapere cosa si nasconde al vertice per amarlo od odiarlo, preferirlo o preferire il grosso blocco delle cose semplici su cui poggia tutto, è triste. Dire banalità è facile: “Chi uccide è cattivo”, ditemi quanto sono bravo? Pigrizia si nasconde dietro a persone come mio padre, che pure, senza fatica, hanno trovato realmente le cose vere e importanti. Un altro esempio sta nei celebri – chi di noi non l’ha detto? -, guardando un quadro di Picasso: “disegno meglio io”, “un bambino è uguale”, “questa è arte? E Michelangelo?” ed altre amenità del genere. Io dico che Picasso sapeva disegnare e che la sua è una scelta e va capita in funzione di tante cose. Si è spinto oltre per poi disegnare come un bambino (lo stesso kandjvski). Ma non è questo il momento di parlare d’altro. Continuate – voi e mio padre – ad usare questo mezzo anche come svago; dopo una giornata di lavoro, ci sta anche. Raccontate la vostra storia e cercate amicizie, ma sappiatevi regolare (comunque, per alcuni, il vecchio diario con lucchetto non vi dice niente? Sembra diventato fondamentale il commento di qualcun altro alla propria vita privata). Riguardo a questi ultimi punti ho altre contestazioni da fare a “ilVecchio”, che verranno più avanti descritte. |
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Scritto di più di un mese fa, ora pubblico. Dopo l’ennesima lite con mio padre, siamo giunti a questo accordo. Poiché la discussione verte sempre sul fatto che le sue parole sono, a mio parere, esagerate – parole, infatti, e modi di esprimersi che nella vita reale, fuori dalla porta di casa con semplici conoscenti o amici intimi finora non ha usato –, abbiamo concordato di scrivere ciò che penso sia scorretto nel suo modo di fare e proporlo in questa sede, oggetto dello scontro, a voi, soggetti. Questo perché mio padre, ultimamente, ritiene più utile e fruttifero il parere di un conoscente rispetto a chi gli sta più vicino (non importa se poi entrambi – blogger e famiglia – propongono stesse soluzioni: vedi Sabrina) Mi è stato permesso di far uso delle fonti private che innescano in me un atteggiamento ostile nei suoi confronti. Sono cosciente del fatto che leggere la corrispondenza altrui, controllare (senza censurare) ciò che fa o dice è una violazione di quella sfera intima che gli è propria e che, come tale, va rispettata. Tuttavia, se nella mia consapevolezza arrivo a non nascondere e mettere a nudo le mie azioni prima con lui e poi, non vedendo reazione da parte sua, con voi, sembra chiaro che vi è più di semplice curiosità nei miei gesti, o poca fede o rispetto nei confronti di mio padre. Sono colpevole, si, di aver violato quella cosa che sta tanto cara ai moderni, la c.d. privacy; sono colpevole, e, se volete, attaccatemi per questo. Ma se mi metto in luce un motivo c’è, ed è quello di far ragionare mio padre e fargli capire che se qualcuno vede le cose diversamente da come le vede lui, ciò non significa che siano sbagliate; anzi, potrebbe essere utile ascoltare, cogliere i propri difetti e migliorarsi, anziché ritenersi uomo fatto – fatto bene – e finito. Purtroppo è ostile al dialogo con chi diverge dalle sue opinioni, e siccome lo attacco per ciò che adesso andrò a spiegare, preferisce non ascoltarmi e mettere tutto ai venti, come adesso mi sono deciso di fare. Chissà che la vostra parola vanga più della mia. C’è da dire, infatti, che questo è già successo (e mi sta anche bene perché se il fine è lodevole, farglielo raggiungere io o un altro mi è indifferente). Quello che mi rattrista (e diciamolo, mi fa incazzare!) è che la mia parola contro la sua ha poco effetto perché se lui è convinto che qualcosa sia corretto, quel qualcosa va fatto; non importa se può non piacere a qualcuno o non essere consona alla situazione. Non dico che debba ascoltare me e, quindi, il mio pensiero debba imporsi sul suo, ma, quantomeno, dovrebbe smussare le sue convinzioni per renderle in sintonia con chi gli sta vicino. Ma procediamo con ordine, che è più facile sia per me che per Voi. Il brutto di doverle scrivere certe cose è che, nel momento in cui finirò e sarà già postato, altri aspetti mi verranno in mente, aspetti che chiarificano ancor di più gli eventi. Cercherò di rendere “in crescendo” le cose che mi turbano e di grassettarle. Per chi avesse tempo da perdere (e gliene sono grato), legga tutto quanto e dia un parere che possa in qualche modo far dubitare mio padre sul suo operato. Per chi, invece, tempo da spendere non ne ha o non intenda farlo, scorga velocemente i problemi e si soffermi soprattutto su quelli che più lo colpiscono. Questo testo è nato come unicum, ma mi son visto costretto a spezzettarlo in più post per rendere più agevole la lettura. Cominciamo – dal prossimo post, che qui c’è già un po’ di succo. |
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Il piacere che una relazione – che sfocia oltre l’amicizia e percorre quelle vie che son proprie dell’innamoramento – regala va alimentato o soffocato, se si ha già un legame carico d’amore, a cui non si rinuncerebbe mai? È giusto avere un sentimento, platonico, per un’altra persona e con questa condividerlo se si sa che può ferire chi sta intorno? È un ostacolo alla propria libertà quello di soffocare tutto sul nascere (anche se sai, in coscienza, che non andrà mai oltre – ma delle coscienze non ci si può mai completamente fidare), oppure è la cosa giusta da fare, dato che nel momento in cui una persona compie una scelta, che è quella di condividere una vita con un’altra persona, inevitabilmente si preclude altre strade (altrimenti il concetto di “scelta” perderebbe di senso)? Il nodo su cui vi chiedo di soffermarvi è il seguente: entro che limiti l’uomo è libero di amare? Una risposta, a mio avviso, semplicistica è dire che non esistono limiti. Certo, dipende dalla concezione di amore che si ha. Se si intende per amore quella sensazione forte che si prova ai primi stadi e solo quella, allora, nel momento in cui sfiorisce, l’uomo ritorna ad essere libero di ricercare lo stesso piacere anche in altre persone. Ma, sempre a mio giudizio, questa stessa visione di amore è misera. Se, invece, prendiamo quella assunta dallo stesso padrone di questo blog, cioè quella secondo la quale l’amore è un sentimento che cresce, che non va necessariamente manifestato in termini patetici (ricchi di pathos, non penosi), ma attraverso l’eleganza, il rispetto dell’altro e la rinuncia (cfr post del 30-03-08), l’uomo, per permettere a questo amore di crescere, rinforzarsi e non incrinarsi, è costretto a porsi dei limiti, che nascono laddove finiscono le libertà che nella vita di coppia entrambi i partner si conferiscono reciprocamente. I limiti, quindi, sono del tutto mutevoli, ma esistono. Non variano da persona a persona, ma da coppia a coppia in quanto concordati dai due soggetti che la formano. E il contratto non è verbale o scritto o d’altro tipo, ma, appunto, è cum cordia, nasce dal cuore.Come si può, alla luce di questo, dire che non ci sono limiti in amore? Senza limiti viene meno il rispetto; senza il rispetto l’amore. Ci tengo a precisare, anche dietro richiesta di mio padre, che con l’espressioni “vie che son proprie dell’innamoramento” non intendo riferirmi a un certo sentimento in tutto simile all’amore, ma a quegli atteggiamenti che gli son propri, quali un linguaggio specifico – più lirico e animato – e uno stato d’animo (trepidazione nell’attesa, benessere, etc…) che può far confondere quelle sensazioni piacevoli, che mio padre dice di provare e che non intende chiamare amore, con il più alto dei sentimenti. |
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HO letto da qualche parte questa stroriella sulle cinque qualità della matita, mi è molta piaciuta e ve la voglio proporre ,mi sono limitato a cambiare i verbi, rendendola al plurale Dipende tutto dal modo in cui guardiamo le cose. Una matita possiede cinque qualità: se riusciremo a trasporle nell'esistenza, saremo sempre delle persone in pace con il mondo. Prima: possiamo fare grandi cose, ma non dobbiamo mai dimenticare che esiste una Mano che guida i nostri passi. Seconda: di tanto in tanto dobbiamo interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché dobbiamo imparare a sopportare alcuni dolori: ci faranno diventare migliore. Terza: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia, e lealtà. Quarta: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque prestiamo sempre attenzione a quello che accade dentro di noi. Quinta: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo tutto ciò che facciamo nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegniamoci per avere piena coscienza di ogni nostra azione. E’ un buon inizio per potere cominciare a cambiare questo mondo che sembra ,pare, stare stretto un po’ a tutti .Ciao a tutti un abbraccio e…Buona riflessione a tutti…”Il Vecchio” |
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Il pomeriggio più bello di questi ultimi otto anni Si, ve lo voglio proprio raccontare venerdì della settimana scorsa, cinque settembre, con sincerità vi dico che ho trascorso il pomeriggio più bello di questi ultimi otto anni, questa storia ha tutta l’aria di una cosa cercata , e non è del tutto casuale, di casuale c’è solo l’incontro in strada con mia figlia Sabrina : “Mi stavo recando al lavoro, quando ad un tratto incrocio Sabrina in un punto dove la strada era per circa trecento metri diritta, lei riconoscendo il camioncino a distanza, quando ci siamo incrociati ha accennato il saluto, io solo allora ho capito che era lei, avevo solo visto i suoi occhi, devo fare una premessa, erano dieci giorni che non vedevo anche i bambini .Al suo saluto sono rimasto quasi impietrito, chiedendomi fra me… come non ti fermi ? il mio sguardo deve averla fulminata e ho piantando i freni, mi spostai ai margini della carreggiata, solo dopo duecento metri lei si accorse che io ero rimasto fermo, lo capii perché fece un accenno di frenata, e prosegui con la stessa andatura, ma io avevo capito, o almeno mi sarebbe piaciuto che alla rotonda in fondo, tornasse indietro, e cosi è stato, lei aveva capito, che il mio sguardo sbalordito, come per dire non ti fermi? l’aveva freddata , e li il mio cuore ha cominciato a battere forte c’era stata un’intesa solo in uno sguardo, quando poi ho visto che aveva anche i bambini dietro, non c’e lo fatta più dall’emozione, e il pensiero che eravamo in strada come dei fuggiaschi,mi sono emozionato talmente tanto che gli occhi mi cominciarono a brillare, ultimamente io ho la lacrima facile, ma non lo faccio apposta, a volte l’emozioni non sono controllabili come si varrebbe, siamo rimasti fermi più di un quarto d’ora, lei vedendomi cosi amareggiato per l’incontro fortuito mi disse a botta rapida ,vuoi portarti Niccòlo in ditta, non me lo feci dire due volte, lo presi lo misi seduto in qualche modo in mezzo alle cassette dei ferri che tengo anche in cabina perché sono tante, saluto la piccola Giulia, e via in officina, dove ho messo da parte il mio lavoro e mi sono messo con lui ad aggiustare le seggioline dell’asilo quelle rotte e sgangherate. Io foravo le spine rotte, mettevo la colla, e lui con il suo martellino di gomma le piantava, e poi mi diceva ancora, abbiamo passato cosi tutto il pomeriggio, nessuno accenno di stanchezza, stavamo giocando ed io vedevo la felicità nei suoi occhi e sono stato veramente contento di averlo fatto, perchè il tempo passa, e momenti come questi vanno cercati per dare emozioni e ricordi indelebili, ha !!dimentico di dirvi che Niccòlo fà tre anni il ventotto attobre . Io spero di non avervi annoiarti con questo racconto molto personale ma è anche un modo per dire a tutti che la felicità la si trova anche in occasioni simili ,che poi sia stata un occasione cercata e voluta per me ha ancora più valore. Diversamente non sarei qua a raccontarVi una normale giornata di lavoro. Momenti simili un po’ tutti bisognerebbe andarci in cerca Buona riflessione a tutti. Vi voglio bene .”Il Vecchio” |
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